Barf & athletic dogs: Dieta a crudo nei cani da lavoro o impegnati in attività sportive

– by Barf-bornagainrawfeeders

Può un cane alimentato a crudo tenere testa a livello sportivo? Assolutamente si! Ci sono ormai molti esempi di cani alimentati a crudo che hanno dato ottime prestazioni a livello sportivo. Cani che devono dare prestazione atletica alte, hanno un fabbisogno energetico maggiore rispetto a cani che conducono una vita sedentaria. Questo surplus energetico che occorre integrare con una dieta mirata spesso è difficilmente quantificabile. Quantificare la dieta corretta per un cane sportivo rappresenta uno degli aspetti più importanti e che spesso fanno la differenza per ottenere la migliore prestazione.

Alimentazione del cane atleta 

Qualsiasi tipo di esercizio impegna l’apparato muscolare in misura superiore alle prestazioni richieste per l’attuazione di una vita normale. Le condizioni di impegno dell’organismo sono naturalmente differenti, sia in senso qualitativo che quantitativo, a seconda del tipo e dell’intensità del lavoro svolto.
Un’alimentazione equilibrata è quindi condizione essenziale per la copertura del fabbisogno energetico e plastico dell’individuo e va commisurata alle sue specifiche necessità (entità dell’attività muscolare svolta, condizioni ambientali, ecc.).
Nello stesso tempo non bisogna dimenticarsi che il lavoro e la competizione inducono, al pari di altri fattori, uno stress fisiologico e psicologico e pertanto, nell’ambito di un’alimentazione bilanciata, si dovranno prendere in esame le necessarie considerazioni per la prevenzione ed il recupero dallo stress sistemico, muscolare, ossidativo indotto da un’attività fisica più o meno intensa.
Un primo aspetto che deve essere affrontato è quello relativo alla corretta definizione delle necessità energetiche. Infatti un insufficiente apporto energetico provoca una rapida comparsa della fatica, mentre un’eccessiva assunzione energetica predispone nel breve periodo ad un minor rendimento e nel lungo periodo all’obesità.
Nel cane atleta un preciso calcolo dell’aumento del fabbisogno calorico si presenta difficile, perché notevolmente variabile. Misure attendibili, anche se comunque arbitrarie, tengono conto della necessità di un apporto calorico differenziato in rapporto al tipo di lavoro praticato. Così si dovranno distinguere le corse veloci praticate dai levrieri dalle prove di media durata (agility) o ripetute (field trials); il lavoro continuo, prolungato dei cani da soccorso da quello dei cani da caccia (discontinuo, prolungato) e dei cani da slitta (intenso, prolungato). In realtà, oltre al tipo di lavoro e alla durata nel tempo, intervengono altri fattori, fra i quali la velocità di esecuzione. Ne deriva che il dispendio energetico e l’attivazione dei diversi meccanismi energetici nel corso di un lavoro, dipendono non solo dal percorso, ma anche dalla velocità e dalla durata nel tempo.

Per una definizione del fabbisogno di Energia Metabolizzabile, appare più adeguata l’equazione EM= 110 x kg0.75, rispetto a quella proposta dall’ NRC (EM= 132 x kg0.75), che tenderebbe a sovrastimare il fabbisogno calorico.

In linea generale, i fabbisogni energetici di un cane sottoposto ad un’ora di lavoro risultano superiori del 10 %, mentre l’aumento è stimato del 40-50 % se il lavoro si protrae per alcune ore nel corso della giornata.
Ad esempio per un soggetto del peso di 20 kg con un fabbisogno calorico di mantenimento pari a 1000-1100 kcal/d di EM (110 kcal EM/kg0.75), si dovrebbe calcolare un apporto fino a 1400- 1600 kcal/d di EM a seconda dell’intensità e della durata del lavoro.
Altri fattori, quali le condizioni ambientali, la razza, la risposta del singolo soggetto alle diverse sollecitazioni esterne (stress), possono accrescere le necessità energetiche. Pertanto i fabbisogni sono dinamici e le correzioni sono suggerite ed indicate soprattutto dalle condizioni di forma fisica raggiunte e dallo stato generale di salute.
E’ importante sottolineare come il rendimento di un soggetto sottoposto a qualunque attività fisica sia condizionato inoltre dal tipo di alimentazione che ha ricevuto durante la fase di crescita. E’ risaputo infatti che un aumento della velocità di crescita, determinato per esempio dalla somministrazione di alimenti non bilanciati e molto energetici ai cuccioli in fase di crescita può contribuire all’insorgenza di alterazioni scheletriche, come l’osteocondrosi e la displasia e compromettere in ultima analisi le prestazioni fisiche dell’animale adulto.

Proteine  

Il cane atleta necessita di un’alimentazione ricca di proteine nobili di origine animale (più digeribili per un carnivoro opportunista -come il cane- e ricche in aminoacidi essenziali. Quindi, nella dieta del cane le proteine sono d’importanza vitale poiché vanno a  costruire e mantenere la muscolatura. In più, un elevato apporto di proteine nobili aumenta il volume plasmatico e la protidemia riduce l’incidenza delle lesioni muscolari.

Da un punti di vista quantitavio, nei soggetti sottoposti ad un’attività fisica intensa vi è indubbiamente un aumento del fabbisogno di proteine rispetto a soggetti sedentari, a causa dell’aumento del consumo e della sintesi di proteine muscolari nonché dell’aumento di utilizzo di proteine ai fini energetici. Secondo alcuni autori il contributo degli aminoacidi per scopi energetici può essere valutabile intorno al 5-15 %.

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Tuttavia nei soggetti impegnati in attività fisiche meno intense oppure che utilizzano il metabolismo aerobio o anaerobio a seconda dell’impegno richiesto (es. agility), è necessario contenere l’apporto proteico in modo da non provocare un sovraccarico metabolico, con un ulteriore carico di lavoro per i meccanismi di detossicazione.

Lipidi

Un altro elemento di fondamentale importanza nella dieta del cane sportivo è il grasso. I cani attivi, necessitano di più grasso nel cibo; i grassi costituiscono la fonte energetica di maggior rilievo nel cane da lavoro.

Fat brings in twice the amount of kilocalories per gram than protein and carbohydrates,” spiega il Dr. Amy Dicke, medico veterinario specializzato in nutrizione. “Meat-based proteins, such as chicken, bring in the essential amino acids to support muscle maintenance and development. Other meat-based proteins also supply natural sources of glucosamine and chondroitin, which are important building blocks for healthy joint cartilage — especially important for active dogs that may be performing activities that can stress joints.”

Alcuni studi hanno, infatti, evidenziato che il 70-90% dell’energia utile per svolgere un’attività fisica prolungata deriva dal metabolismo lipidico (ossidazione degli acidi grassi) e soltanto per una piccola percentuale dal metabolismo dei carboidrati.

Diversamente da quanto osservato negli atleti umani, nel cane il cosiddetto “carico di carboidrati” prima di una gara riduce la resistenza e favorisce la comparsa di un’andatura rigida per eccessiva produzione di acido lattico il che risulta particolarmente evidente nel corso di un lavoro prolungato non sostenuto da un adeguato allenamento (rabdomiolisi).
Nonostante la maggior parte degli studi effettuati sull’impiego dei grassi nell’alimentazione del cane atleta siano riferiti a condizioni estreme (cani da slitta), si può dedurre quindi che la somministrazione di una dieta ad elevato tenore lipidico in tutti i soggetti sottoposti ad un’attività fisica molto intensa, aumenta la disponibilità degli acidi grassi per il metabolismo ossidativo dei muscoli e limita il consumo di glicogeno, ritardando la comparsa del senso di affaticamento. Più precisamente, una dieta ricca in lipidi aumenta il volume dei mitocondri nelle fibre muscolari e la disponibilità degli acidi grassi per il metabolismo ossidativo muscolare, limita il consumo di glicogeno, rendendo disponibile questo substrato per le fasi più impegnative della competizione e ritardando così il senso di fatica. Inoltre impedisce l’eccessiva produzione di acido lattico ed i rischi che questo comporta nelle gare di resistenza. Infatti, il riscontro di valori elevati di glicemia in associazione all’aumento della lactacidemia è un campanello d’allarme che può preannunciare la comparsa di fenomeni di acidosi muscolare e metabolica e di rabdomiolisi. In questo modo quindi, i lipidi determinano una maggior resistenza allo sforzo.

L’apporto dovrebbe variare fra il 20 e il 40 % della sostanza secca: ad esempio mentre per un soggetto impegnato in prove di agility il contributo calorico dei lipidi dovrebbe essere solo leggermente superiore rispetto a quello di un soggetto in condizioni di mantenimento (ca. 35 % dell’Energia Metabolizzabile), per un soggetto impegnato in un lavoro molto più intenso (es. cane da caccia) tale contributo può raggiungere anche il 55-60 % .
La maggiore concentrazione calorica apportata dai grassi comporterà inoltre una ridistribuzione nell’ambito delle altre sostanze nutritive al fine di mantenere un adeguato rapporto di queste con l’energia.

Una volta definito l’apporto di lipidi nella dieta, una particolare attenzione dovrà essere inoltre prestata alla qualità dei grassi, al fine di osservare un corretto equilibrio fra acidi grassi a lunga catena saturi ed insaturi e quelli a corta/media catena

Sono tre i gruppi di acidi grassi che apportano vantaggio qualitativo al cane da lavoro: gli acidi grassi essenziali (omega 3), acidi grassi a corta o media catena (facilmente assimilabili) e quelli saturi a lunga.

Gli acidi grassi a catena lunga derivanti sia dalle riserve lipidiche intracellulari, sia dal circolo ematico, vengono trasportati all’interno della cellula (dove avviene l’ossidazione) tramite la molecola della carnitina, che funge da carrier. La carnitina svolge quindi un ruolo fondamentale nell’utilizzo metabolico dei lipidi ed è in grado di migliorare le prestazioni dei soggetti che effettuano gare di resistenza.

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Carboidrati 

I carboidrati hanno una concentrazione energetica decisamente inferiore rispetto a quella dei grassi ed il loro fabbisogno nel cane sportivo/da lavoro non risulta elevato ma la loro presenza è necessaria per le numerose funzioni che esplicano nell’organismo e per mantenere un corretto livello di glicogeno a livello muscolare.

Vengono generalmente suddivisi in due grandi categorie: i carboidrati “semplici“, come il fruttosio (contenuto nella frutta), il glucosio e il saccarosio (lo zucchero da cucina), e carboidrati “complessi“, costituiti da catene di zuccheri semplici unitie tra loro. Ne è un esempio l’amido contenuto nei cereali, nei legumi e nelle patate.
Mentre gli zuccheri semplici non necessitano praticamente di digestione e vengono assimilati molto velocemente, quelli complessi per poter essere assimilati devono essere prima scomposti nei loro costituenti fondamentali e, di conseguenza, vengono assorbiti più lentamente

Il miele 🍯  per la sua leggerezza e digeribilità è un alimento perfetto nell’alimentazione di chi pratica sport: fornisce zuccheri semplici, cioè quelli che l’organismo assorbe e utilizza più rapidamente, ma anche minerali, vitamine, antiossidanti ed enzimi.  Fortifica i muscoli, aumenta la resistenza e favorisce un veloce recupero, anche dopo sforzi violenti e prolungati. È quindi particolarmente indicato prima [1, 2], durante ed immediatamente dopo [3, 4uno sforzo fisico, per recuperare le energie impiegate. Secondo il dott. Richard Krieder, che ha guidato uno studio alla University of Memphis, “Il miele ha effetti positivi su tutti gli aspetti legati al recupero e al rifornimento energetico dopo l’allenamento.” Infatti, la somministrazione dopo l’esercizio (entro 30 min) di una modesta quantità (1,5 g/kg peso) di polimeri del glucosio favorisce il recupero delle riserve di glicogeno.

(NOTA: il miele contiene principalmente glucosio e fruttosio pertanto se il vostro cane è diabetico, consultate il veterinario prima di somministrarlo.)

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Biagi, Università degli studi di Bologna, Il cane da lavoro

Integratori 

Può essere utile integrare  la dieta con  alcuni particolari alimenti, nonché con un idoneo apporto minerale e vitaminico idoneo alle loro esigenze (vedi Tabella), specialmente:
Cicli di omega-3🐟 (acidi grassi a doppio legame fra l’atomo n°3 e il 4 a partire dal ω): mentre gli Omega 6 hanno effetti pro-infiammatori, gli Omega 3 hanno un’azione anti-infiammatoria poiché favoriscono la produzione di mediatori chimici anti-infiammatori. Tuttavia, all’interno della famiglia Omega 3 però, non tutti sono uguali. Infatti, l’organismo animale (sempre inteso uomo, cane, gatto) non è in grado se non in minimissima parte di convertire l’acido alfa-linolenico (ALA), presente in alimenti di origine vegetale come semi di lino e olio di semi di lino, nelle forme attive anti-infiammatorie EPA e DHA. Per questo gli integratori vegetali di Omega 3 (ricchi di ALA e GLA – acido gamma-linolenico), per quanto eticamente preferibili sicuramente di quelli a base di olio di pesce (dove sono presenti soprattutto EPA e DHA), sono praticamente inutili, sia per noi, che per i nostri Amici. L’integrazione di olio di pesce è preferibile al pesce. Il pesce infatti, come altri animali, accumula alcune sostanze tossiche ( metalli pesanti, antibiotici e altre sostanze nocive) nel tessuto adiposo, da cui poi vengono estratti gli Omega 3. Per questo stesso motivo, è importantissimo scegliere Omega 3 in perle, che abbiano subito processi di distillazione, possibilmente ripetuti più volte, proprio per garantire la purezza del prodotto finale. Al contrario, olio di pesce, specialmente quello per animali, non subisce praticamente nessun tipo di controllo e rappresenta, almeno potenzialmente, un “frullato della qualunque”.

Cicli di gelatina di ossa🍖La gelatina di ossa altro non è che quella gelatina che si forma una volta che si raffredda il brodo, in questo caso un brodo fatto utilizzando diversi tipi di ossa; è il collagene che viene rilasciato nell’acqua dai tessuti connettivi quali ossa, tendini, articolazioni e pelle. È composta da: 84 – 90% di proteine, 1 – 2% di sali minerali, il rimanente è acqua. Non contiene né grassi né carboidrati, pertanto ha un valore calorico piuttosto basso, intorno a 3,6 Calorie/grammo. Inoltre la gelatina di ossa contiene glucosamina e solfato di condroitina sono dei glicosaminoglicani (GAG) importanti per la riparazione dei tessuti come la cartilagine. In particolare, la glucosamina stimola la produzione di nuovo collagene e aiuta a riparare le articolazioni.

-Cicli di estratto di cozze verdi (Perna canaliculus)🐚.  L’estratto di Perna canaliculus (mollusco) è una fonte ricca di glicosaminoglicani, proteine e oligoelementi; sostanze naturali del tessuto connettivo, concentrate soprattutto nelle cartilagini, che servono proprio per il mantenimento e la rigenerazione del connettivo e della cartilagine. L’estratto di perna oltre all’azione antiinfiammatoria fornisce i glicosaminoglicani e altri nutrienti ( aminoacidi, acidi essenziali, minerali, ecc) in grado di migliorare e prevenire le alterazioni delle cartilagini e del connettivo. Inoltre, regolarizza la viscosità del liquido sinoviale ( liquido che si trova fra le articolazioni, serve come lubrificante), e dei liquidi corporei.

Cicli di membrana d’uovo🥚. Esistono diversi studi che dimostrano i benefici della membrana dei gusci d’uovo nel trattamento dei disturbi del tessuto articolare e connettivo e nell’alleviare i dolori articolari. “La membrana delle uova contiene sostanze con benefici noti per la salute delle articolazioni, tra cui glucosamina, acido ialuronico, condroitina e collagene.” – Pubblicato su Insider Health, febbraio 2011. Tuttavia deve essere offerta cruda, non cotta o bollita il calore distruggere le proprietà benefiche. In accordo con la dottoressa Karen Becker, la membrana dei gusci d’uovo contiene un numero di sostanze naturali utili per gli animali domestici, tra cui:

• Collagene: una proteina fibrosa che supporta la resistenza e l’elasticità della cartilagine e del tessuto connettivo.

• Elastina – Una proteina che supporta la salute della pelle, del sistema cardiovascolare, della cartilagine e della colonna vertebrale. L’elastina conferisce al tessuto la sua tensione elastica e la capacità di riprendere la sua forma dopo l’allungamento.

• Desmosine e isodesmosine – Due aminoacidi poco conosciuti responsabili delle proprietà elastiche o “gommose” dell’elastina.

• Glicosaminoglicani (GAG) – Include glucosamina, condroitina e acido ialuronico – polisaccaridi vitali che sono componenti strutturali del tessuto connettivo, fluidi interstiziali e struttura scheletrica.

• Il fattore di crescita trasformante beta (o TGF-β) – Una proteina che svolge un ruolo cruciale nel differenziamento cellulare e nella funzione immunitaria. “

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Cicli di rosa canina🌸 per le difese immunitarie e per sfiammare

Antiossidanti💊Carnitina (50 mg/kg PV), Vitamina E (fino a 2-3 g/d), Vitamina C (fino a 2-3 g/d)

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MEINERI, Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino, Correlazione fra aspetti fisiologici dello sforzo muscolare e metabolismo dei principi nutritivi nel cane durante le competizioni sportive di resistenza.

L’acqua

Il 75 – 80% dell’energia prodotta durante il lavoro muscolare è convertita in calore. A riposo l’eccesso calorico viene dissipato con l’espirazione ma durante l’esercizio intenso (soprattutto a temperature ambientali elevate) tale meccanismo diviene inefficiente e la temperatura corporea aumenta
E’ fondamentale l’adeguato apporto di acqua per prevenire ipertermie e disidratazione

Somministrazione del cibo ai cani nei giorni di attività

Nel corso di sforzi di lunga durata vengono somministrati “snack” ricchi di lipidi e proteine in quantità variabile a seconda di intensità e durata dello sforzo. Il cane non deve venire in alcun caso alimentato poco prima dello svolgimento dell’attività fisica.

Problematiche del cane sportivo e da lavoro

-Aumento dei processi ossidativi a carico delle membrane delle fibre muscolari
-Disidratazione: durante l’esercizio fisico le perdite di acqua attraverso la respirazione aumentano fino a 10-20 volte
-Squilibri elettrolitici: dopo uno sforzo prolungato il cane presenta ipersodiemia, ipopotassiemia, ipomagnesiemia, ipoprotidemia

 

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Fonti:

– Simone Wilske, consulente alimentare certificata per cani e gatticon sepializzazione in dieta Barf, http://www.mondo-Barf.it FAQ: 5. Può un cane alimentato a crudo tenere testa a livello sportivo? 

– 📰Alimentazione del cane atleta  Amaltea.vete.unimi.it

– 📰Biagi, Università degli studi di Bologna, Il cane da lavoro

– Nutrition Essentials for Sporting Dogs By Elijah Merrill

– Meineri,  Correlazione fra aspetti fisiologici dello sforzo muscolare e metabolismo dei principi nutritivi nel cane durante le competizioni sportive di resistenza. Veterinaria, Anno 16, n. 1, Febbraio 2002 73

– 📰 USE OF EGGSHELL MEMBRANE FORMULATIONS TO ALLEVATE JOINT PAIN. Minatelli et al. US 2011/0117207A1

– 📰 Eggshell membrane in the treatment of pain and stiffness from osteoarthritis of the knee: a randomized, multicenter, double-blind, placebo-controlled clinical study.
Kevin J. Ruff et al. Clin

– 📰 Beneficial effects of natural eggshell membrane (NEM) on multiple indices of arthritis in collagen-induced arthritic rats.
Wedekind KJ et al. Mod Rheumatol

– 📰 Eggshell membrane: A possible new natural therapeutic for joint and connective tissue disorders. Results from two open-label human clinical studies. Kevin J Ruff et al. Clin Interv Aging. 2009; 4: 235–240

– 📰 The anti-inflammatory properties of rose-hip. Kaj Winther et al. 

– 📰 Rosehip – an evidence based herbal medicine for inflammation and arthritis. Cohen M.