PH gastrico nei cani nutriti con cibo crudo e cani nutriti con croccantini

By Plear

Esistono molte differenze nella digestione del cibo fresco e crudo rispetto al cibo secco estruso. Le diete crude possono essere superiori alle crocchette. Le proteine ​​a base animale e lavorate in modo minimo sono altamente digeribili e forniscono una varietà ottimale di amminoacidi, che vengono poi utilizzati come funzione metabolica nel corpo. Antinutrienti che possono essere interferiti con diete povere o prive di carboidrati. È stato dimostrato che le diete a base di carne cruda promuovono una flora intestinale più sana rispetto al cibo secco, migliorando la digestione e la salute generale.

Ci sono due ragioni principali per cui i proprietari sono titubanti nei confronti dell’alimentazione crudista e nutrono  ancora i propri animali con le crocchette: i tassi di digestione e il pH gastrico. La dottoressa Danielle Steenkamp, ​​DVM  ha aiutato a sottolineare nel suo esperimento / caso studio, qualche anno fa,  i difetti nella logica dell’idea di tasso di digestione . In sintesi: la digestione non è un ingorgo, e una buona digestione é in grado di gestire alimenti che richiedono diversi livelli di digestione – altrimenti, i nostri cani non sarebbero in grado di mangiare ossa carnose crude, poiché anche la carne e l’osso si digeriscono a ritmi diversi.

In questo articolo, affronterò il problema del pH gastrico e se le seguenti affermazioni sono vere o meno …

I valori di pH gastrico dei cani alimentati con crocchette sono meno acidi rispetto ai cani alimentati a crudo, e ciò significa sia cibi crudi che secchi?

Che cos’è il pH gastrico e perché è importante?

PH gastrico si riferisce alla scala di acidità nello stomaco. La scala del pH varia da 0 a 14, i valori più bassi sono i più acidi, memtre quello più alti sono i più basici o alcalini e 7 i neutri.

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Il pH gastrico è un componente molto importante della digestione. L’ambiente nello stomaco deve essere accogliente per i batteri benefici che aiutano il corpo ad abbattere il cibo, ma anche a impedire ai batteri patogeni di sopravvivere e causare infezioni.

Lo stomaco deve anche essere un ambiente favorevole agli enzimi. Si trovano diversi enzimi e ormoni che aiutano nella digestione, e molti di questi sono prodotti proprio nello stomaco, o la loro produzione è influenzata dall’ambiente dello stomaco. Dunque il pH è un fattore importante che influenza la produzione e l’attività di questi ormoni ed enzimi [fonte].

Una lezione sulla digestione

Presto inizieremo la nostra lezione sulla digestione, ma prima, una veloce lezione di psicologia! Hai mai sentito parlare dei cani di Pavlov? Pavlov osservò che i suoi cani iniziarono a salivare quando il suo assistente di laboratorio entrò nella stanza, anche se non aveva portato cibo con se, e ipotizzò che i cani associavano l’assistente di laboratorio a “essere nutriti”. Così, Pavlov scoprí che poteva associare il suono di una campana al cibo, provocando come conseguenza la salivazione dei suoi cani proprio al suono di un campanello. Questo è ciò che ha portato alla sua scoperta, quello che chiamiamo condizionamento classico: un condizionamento, e una risposta -non studiata- allo stimolo.

In questo caso, gli stimoli sono l’anticipazione del cibo. Si ottiene che l’acquolina in bocca non è l’unica risposta che si verifica quando i cani anticipano il cibo. Infatti, il solo pensiero del cibo può dare inizio alla prima fase della digestione.

Prima che il cane ingerisca anche un boccone di cibo, la vista, l’odore e persino il pensiero del cibo innescano la fase cefalica della digestione. Le pareti cominciano a secernere succo gastrico. Degustare, masticare e deglutire intensificano ulteriormente questa risposta. La secrezione pancreatica si verifica proprio a questo livello della fase cefalica, che può durare nei cani, più di 4 ore [fonte].

Dopo che il cibo è stato ingoiato, comincia a farsi strada verso lo stomaco. A questo punto la presenza di particelle di cibo stimola la secrezione di un ormone chiamato gastrina. Il ruolo della gastrina è di innescare la produzione di una quantità maggiore di acido gastrico, acidificando così ulteriormente lo stomaco. L’entità della produzione di acido gastrico necessaria dipenderà dal contenuto del pasto; gli ormoni che regolano la produzione di acido gastrico rispondono secondo la necessità. Se il pasto richiede più acidità, verrà prodotto più acido gastrico e viceversa.

Durante la digestione delle proteine, una sostanza chiamata pepsinogeno è secreta dalla parete dello stomaco. Sotto i valori di pH di 4 [fonte], il pepsinogeno viene convertito in pepsina, un enzima che aiuta ad abbattere le proteine ​​in catene polipeptidiche più piccole e singoli amminoacidi. La pepsina funziona efficacemente tra un pH di circa 1,5 e 4,5, ma è più attivo ad un pH compreso tra 2 [fonte] e 3,5 [fonte]. Poiché l’acido gastrico è già stato secreto in precedenza, durante e dopo l’ingestione di cibo, lo stomaco è sufficientemente acido per la massima attività della pepsina.

La lipasi, l’enzima che aiuta a digerire i grassi, è più attiva a un pH di 4 ed è irreversibilmente inattivata al di sotto un pH di 1,5 [fonte]. Poiché l’ambiente acido dello stomaco non è ottimale per la lipasi, la maggior parte della digestione dei grassi nel cane avviene nell’intestino tenue. Nel cane l’amilasi non è presente nella saliva come accade negli esseri umani, e non è attiva neanche negli ambienti acidi, quindi anche la maggior parte della digestione dei carboidrati avviene nell’intestino tenue.

Il pH dello stomaco influenza anche ciò che accade fuori dallo stomaco. Quando il chimo (la miscela di cibo parzialmente digerito e succhi gastrici) inizia a lasciare lo stomaco, il pH acido stimola gli ormoni secretinici e la colecistochinina viene prodotta nel duodeno (la prima parte dell’intestino tenue). Il loro compito è di innescare il rilascio di bicarbonato (che ha il ruolo di neutralizzare il chimo acido in modo da non danneggiare l’intestino tenue [fonte]), innescare il rilascio di enzimi pancreatici (proteasi per digerire ulteriormente proteine, lipasi per digerire il grasso, e amilasi per digerire l’amido), attivare il fegato per produrre la bile (che aiuta ulteriormente la digestione dei grassi nell’intestino tenue) e iniziare ad inibire la produzione di acido gastrico.

Mentre il resto del chimo lascia lo stomaco, ormoni come la somatostatina inibiscono ulteriormente la produzione di acido gastrico impedendo il rilascio di altri ormoni come la gastrina o la secretina.

La digestione continua nel digiuno (parte dell’intestino tenue) e nell’ileo dell’intestino tenue.

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… Ma dal momento che questo articolo riguarda principalmente il pH gastrico e non  intestinale, la nostra avventura attraverso il sistema digestivo si ferma qui.

Dopo che il pasto è stato digerito, il pH gastrico diventerà meno acido, perché non sarà più necessario mantenere un ambiente altamente acido all’interno dello stomaco in assenza di cibo; e se lo stomaco rimane troppo acido, potrebbero svilupparsi ulcere. Quando il cane starà per mangiare, allora saranno di nuovo necessari i succhi gastrici per la digestione. Quindi, il pH dello stomaco si alzerà … e poi ricomincerà tutto da capo!

Quindi, come puoi vedere, il pH gastrico non è sicuramente costante. È normale che il pH gastrico fluttui a seconda di ciò che è stato mangiato, di quanto è stato mangiato o da quanto tempo è passato da quando qualcosa è stato mangiato. La regolazione delle condizioni di pH gastrico è una parte normale di una sana digestione.

Qual è la differenza di pH gastrico nei cani alimentati con cibo crudo rispetto ai cani alimentati con crocchette?

Sfortunatamente, a causa della natura invasiva per la misurazione del pH gastrico di un animale, esiste un numero limitato di studi che misurano il pH gastrico nei cani. La maggior parte degli studi attuali non si concentra necessariamente sulla digestione canina ottimale, ma piuttosto usa il cane come modello per la ricerca sulla farmacocinetica e su come il pH gastrico può influenzare il metabolismo di alcuni farmaci.

Fino ad ora, non sono stati condotti studi comparativi del pH gastrico di cani alimentati con Cino crudo e di cani alimentati con crocchette. La maggior parte dei recenti studi  ha coinvolto cani nutriti con una dieta alimentare secca, poiché questa è la dieta standard per cani (con grande sgomento per i barfisti). Tuttavia, la ricerca limitata che abbiamo a disposizione dimostra che i cani nutriti con cibo secco hanno ancora un pH gastrico molto acido: in media circa 2 [fonti: 1, 2, 3].

È molto probabile che il pH gastrico medio differisca leggermente tra i cani alimentati con crocchette e  cani alimentati con cibo crudo. È anche probabile che differisca leggermente tra i cani alimentati con crocchette a seconda della proteina, del grasso e del contenuto di carboidrati delle crocchette. E lo stesso vale per cani alimentati con diete crudiste.

La linea di fondo è questa: ora come ora, non c’è stata alcuna ricerca specifica che abbia confrontato il pH gastrico di cani alimentati con cibo crudo e cani alimentati con crocchette. Inoltre, non sono state condotte ricerche specifiche su come mischiare cibo crudo e crocchette possa influenzare il pH gastrico di un cane. Pertanto, nessuno può davvero affermare quanto sia significativa la differenza di pH tra i cani alimentati a crudo e quelli con crocchette. Possiamo solo fare osservazioni sul sistema digestivo di un cane e considerare le prove.

Che cosa significa tutto questo considerando insieme alimentazione crudista e crocchette?

Ogni volta che la dieta di un cane viene cambiata, ci sarà un periodo di adattamento. Il pH gastrico è un fattore in questa regolazione. Ecco perché è raccomandata una transizione graduale ogni volta che si passa da una dieta all’altra. Una transizione graduale può essere fatta anche passando da crocchette a cibo crudo  (che è il mio metodo preferito per la maggior parte dei cani).

Tuttavia, l’affermazione secondo cui i cani alimentati con crocchette hanno effettivamente valori di pH gastrico neutri o alcalini è completamente infondata e verificabilmente falsa. Un pH gastrico alcalino o neutro non sarebbe in grado di digerire nè gli alimenti curdi nè i croccantini e comporterebbe una grave malnutrizione.

Ciò significa che la differenza di pH gastrico tra i cani alimentati a crudo e cani alimentati con croccantini è stata fortemente esagerata per adattarsi al principio  “tutto o niente” di alcuni proprietari crudisti.

Quello che sappiamo sulla base delle ricerche scientifiche attuali  è che i cani nutriti con cibo secco hanno valori di pH gastrico altamente acidi e che il sistema digestivo di un cane è ben equipaggiato con una complessa rete di ormoni ed enzimi che regolano la produzione di acido gastrico. Sappiamo che migliaia di proprietari hanno alimentato per decenni i loro cani con cibo crudo e crocchette con successo. E sappiamo che il cibo fresco è molto benefico per la salute dei nostri cani. Considerando tutto questo, ad essere sincero, sono convito che dovremmo incoraggiare i proprietari ad aggiungere cibi freschi alle diete dei loro cani, ognuno in base alla propria disponibilità e capacità.*

A volte, quando si cantano le lodi (ben meritate) dell’alimentazione crudista , i barfisti tendono a cedere alla parzialità e alla disinformazione. C’è un’aria pervasiva di purismo ed elitarismo in alcuni (se non molti) circoli di alimentazione crudista, e può diventare facile per alcuni dimenticare quanto molti proprietari semplicemente non hanno i mezzi per offrire ai propri animali domestici una dieta completamente cruda, nonostante i loro sforzi. Rispetto alle crocchette, le diete a base di cibo crudo  possono essere più costose, laboriose, lunghe e richiedono più risorse (come la preparazione e il congelamento / spazio frigorifero, l’accessibilità alle cooperative o alle macellerie, ecc.).

Ma mentre molti barfisti testimoniano i benefici delle diete crude, e si rendono conto sempre più della caduta dell’alimentazione industriale, la loro passione per una migliore alimentazione spesso favorisce una mentalità “tutto-o-niente” più estremista. Credo fermamente che questa mentalità sia a scapito dei cani i cui proprietari non hanno i mezzi per nutrirli in modo naturale: invece di essere incoraggiati a migliorare l’alimentazione dei loro cani in base alle loro possibilità, viene detto loro che è pericoloso introdurre alimenti freschi nella dieta del cane.

E questo è un peccato.

Articolo di Plear, fondatore di The Raw Feeding Community

#Barf-bornagainrawfeeders


* Per molti proprietari di cani e gatti non è possibile per motivi di lavoro fare la spesa tutti i giorni e procurarsi carne cruda. Anche congelare e scongelare richiede lavoro e ci sono vegetariani che si rifiutano categoricamente di toccare carne cruda. In questi casi si può e si deve trovare un compromesso. Almeno due o tre volte alla settimana il vostro cane o il vostro gatto dovrebbe mangiare carne fresca. Gli altri giorni può consumare un cibo pronto che abbia un elevato contenuto di carne e che non contenga additivi.
Non voglio qui condannare in blocco tutti i cibi pronti, perché, se non c’è la possibilità di dare carne cruda, ci sono sicuramente singole marche a cui si può ricorrere tranquillamente. Questi cibi, però, non li trovate dal veterinario, né nei supermercati, né nei negozi per animali e tanto meno nelle “catene di supermercati per animali” che da alcuni anni sono in forte espansione. Ci sono alcune ditte, per lo più piccole e innovative, che ricorrono davvero a materie prime scelte e che forni- scono direttamente i loro clienti senza passaggi intermedi.

Estratto da Il libro nero dei veterinari di Jutta Ziegler, medico veterinario

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