Miti e leggende metropolitane

Indice:

  • Mito 1: Milioni di cani ogni giorno mangiano mangimi “sani e bilanciati” senza problemi. FALSO!
  • Mito 2: Nei cibi industriali c’è tutto quello di cui i cani e i gatti hanno bisogno. FALSO!
  • Mito 3: La vita dei cani si è allungata proprio grazie alle crocchette. FALSO!
  • Mito 4: I lupi non vivono quanto i cani domestici proprio a causa della loro dieta. FALSO!
  • Mito 5: Le varie razze hanno bisogno di diete apposite. FALSO!
  • Mito 6: I cani sono onnivori. FALSO!
  • Mito 7: Con le crocchette di buona qualità non c’è bisogno di dare la carne cruda. FALSO!
  • Mito 8: I cani sono cambiati troppo rispetto ai lupi, quindi non possono essere nutriti con diete a crudo. FALSO!
  • Mito 9: I cani sono stati addomesticati da così tanto tempo che ormai si sono adattati a mangiare cucinato.FALSO!
  • Mito 10: Troppe proteine fanno male a cane e gatto. FALSO!
  • Mito 11: Il cane ha bisogno di carboidrati nella dieta. FALSO!
  • Mito 12: Mangiando la carne cruda il mio cane prenderà i parassiti. FALSO/VERO
  • Mito 13: I batteri nella carne cruda fanno male al mio cane. FALSO/VERO
  • Mito 14: Gli animali nutriti con carne cruda sono un rischio per la salute umana? FALSO/VERO
  • Mito 15: L’alimentazione casalinga è un’alternativa migliore e sicura rispetto all’’alimentazione cruda. FALSO!
  • Mito 16: È normale che il cane mangi erba come una capretta. VERO/FALSO

Mito 1: Milioni di cani ogni giorno mangiano mangimi “sani e bilanciati” senza problemi

Questo assunto è una semplice osservazione, ma sbagliato sotto molti punti di vista. É facile fare riferimento a quei milioni di cani che mangiano crocchette e dire che non sono poi tanto male. Significa quindi che le diete a crudo non sono necessarie perchè i cani possono mangiare i mangimi ed essere comunque in salute? Analizziamo questa affermazione e le sue implicazioni. Le crocchette sono sicure? Sono salutari? Le diete a crudo sono davvero necessarie?

Ci sono milioni di cani che mangiano crocchette. E ci sono milioni di cani sotto i 3 anni (almeno l’85%) che soffrono di malattie periodontali per aver mangiato questi cibi industriali (Penman, S. e P. Emily. 1991. Scaling, Polishing and Dental Home Care. Waltham International Focus. 1(3): 2-8. A pag. 110 di Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones). In pratica questo vuol dire denti coperti di placca e batteri. Questi batteri possono penetrare nelle gengive e scatenare una risposta infiammatoria per tutta la vita dell’animale. Cani (e gatti!) sono condannati ad avere denti orribili e aliti rancidi. “É normale” dice la gente “che i cani abbiano l’alito cattivo”.
Ma con l’aumento della consapevolezza che le malattie periondontali possono avere effetti nocivi su cuore, polmoni, reni, fegato, articolazioni, etc., è aumentata anche l’industria che si occupa di “alleviare” il problema. Oggi infatti è possibile acquistare una miriade di ossa che puliscono i denti, molte delle quali hanno effetti minimi. Si sono inventati mangimi speciali per la pulizia dei denti, ma i loro effetti sono insignificanti. I veterinari distribuiscono ai loro clienti spazzolini, dentifrici, colluttori e ossa per pulire i denti, consigliando di spazzolare i denti dei loro carnivori regolarmente e prescrivendo regolari pulizie dei denti, pulizie che costano centinaia di dollari. Invece di trattare il problema alla radice, i veterinari, le ditte di mangimi e di prodotti per animali immettono sul mercato centinaia di prodotti diversi e servizi che sono solo dei palliativi e mascherano il vero problema. Non si tratta di una industria motivata a migliorare la salute dei nostri animali, ma è spinta piuttosto da interessi e denaro.
Ci sono milioni di cani che mangiano crocchette, e ci sono milioni di cani che riempiono le sale d’aspetto dei veterinari, con i loro aliti cattivi e altro. Questi animali soffrono di tutti i tipi di dermatiti, oppure tumori, problemi alle articolazioni, problemi al cuore, problemi ai reni, problemi al sistema digerente (“mancanza di enzimi”), problemi al fegato, problemi al pancreas, problemi al pelo, problemi ai denti, alle problemi ghiandole anali, disfunzioni delle ghiandole, allergie e presentano un corpo flaccido dato proprio dai quei cibi pieni di cereali, artificiali, altamente lavorati e pieni di additivi che dovrebbero invece fargli bene. Ogni anno migliaia di cani muoiono di malattie causate dalla dieta, come ad esempio la torsione dello stomaco (questo non vuol dire che tutte le malattie sono causate dalla dieta, ma molte patologie sono riconducibili alle diete industriali e alle malattie periodontali causate da queste diete. Per maggiori informazioni su questo aspetto vedete il libro Raw Meaty Bones) e nonostante tutto le ditte continuano a produrre mangimi artificiali e i veterinari continuano a consigliarli ai loro clienti.
La maggior parte dei veterinari non sono ben informati sull’alimentazione, in quanto ricevono in media solo 8 ore o anche meno di lezioni sulla nutrizione animale (nel corso di una laurea di 3-4 anni). La maggior parte della loro educazione è sponsorizzata o addirittura organizzata dalle ditte di mangimi (per saperne di più su cosa succede nelle lezioni di nutrizione nelle scuole veterinarie leggete A First Year Veterinary Student Comments nella newsletter di RMB del 13 aprile 2004 http://secureshop.rawmeatybones.com/newsletter/view.epl?id=32 solo in inglese). Inoltre i veterinari hanno un guadagno dalle vendite di questi mangimi speciali che sono stati studiati per “risolvere” e coprire i problemi creati da mangimi stessi. Ci sono mangimi light per cani anziani e grassi, mangimi speciali per cani diabetici, formule alle proteine per cani con problemi ai reni, mangimi ad alta digeribilità per cani anziani o cani con problemi digestivi, mangimi anallergici per cani con allergie. Per quasi ogni alimento esiste un cibo speciale studiato per alleviare le sofferenze dell’animale, così che i proprietari sono obbligati a comperare del cibo costoso per “trattare” il problema del proprio animale. Guarda caso molti di questi problemi vengono risolti eliminando le crocchette e passando ad una alimentazione naturale, proprio quella che i veterinari giudicano pericolosa. Pensate a che perdita di guadagni si avrebbe se la gente smettesse di comperare i mangimi dai veterinari, avesse dei cani in salute senza il bisogno di fare la pulizia dei denti. Ci sarebbero molti meno veterinari! Siamo d’accordo, i veterinari hanno un ruolo fondamentale nella società, ma c’è bisogno che guardino in maniera critica ai problemi causati dai mangimi industriali. Dovrebbero farsi avanti e fare fede al loro giuramento di alleviare le pene! Per maggiori informazioni sui legami tra la professione veterinaria e le indutrie dei mangimi vedete il mito sui veterinari e la nutrizione.
Ci sono milioni di cani che mangiano crocchette, soffrono di problemi dentali e alito cattivo, vivono di meno e hanno una scarsa qualità di vita, in aggiunta ad altri problemi di salute. Milioni di cani mangiano diete artificiali a base di cereali che contengono vitamine e minerali sintetici oltre ad una miriade di conservanti chimici e additivi, i cui effetti non sono MAI stati studiati. Il fatto qui è che i cani stiano letteralmente sopravvivendo. Si certo le crocchette (anche quelle premium) bastano a tenere un cane in vita ma sono il cibo più appropriato per il vostro cane?
Come in un cerchio, ecco che ritorna la questione del “completo e bilanciato”. Ci sono così tante marche tra cui scegliere e tutte proclamano di essere più “complete e bilanciate” delle altre. Com’è possibile? O un mangime è “complete e bilanciato” oppure non lo è. Nonostante ciò, centinaia di marche riportano la dicitura della AFFCO ‘completo e bilanciato per lo stadio di crescita specificato’ pur presentando una grandè differenza di qualità. Cosa vuol dire quindi l’affermazione “completo e bilanciato”? Vuol dire che 6 di 8 cani sono sopravvisuti mangiando quel mangime per 26 settimane senza presentare nessuna carenza nutrizionale di rilievo. Basta. Se un mangime ottiene questo risultato, allora è considerato abbastanza completo e bilanciato per il resto della vita del vostro animale, anche se ci vogliono anni prima che si sviluppino carenza nutrizionali! In pratica, questo mangime completo e bilanciato è garantito solo per tenere il tuo cane (insieme a milioni di altri cani) in vita senza grossi effetti collaterali per un periodo di sei mesi. Potete leggere il mito sulla AFFCO per maggiori informazioni sui suoi test e sui profili nutrizionali.
Quindi a detta dell’industria dei mangimi e di coloro che con l’industria ci vanno a braccetto, ci sono milioni di cani che mangiano crocchette in maniera sicura e senza che queste causino degli effetti nocivi (escludendo ovviamente le centinaia di cani uccisi o danneggiati in maniera permanente dalle aflotossine trovate negli ultimi anni in diverse marche, come Pedigree, Diamond Pet Foods, etc.). I problemi che hanno i cani sono colpa di qualcun’altro, colpa del cane di essere un cane o di essere stato selezionato male, oppure colpa di dare crocchette non premium, non certo la colpa di dare ad un carnivoro un cibo pellettato lavorato e pieno di cereali. Sembra che in apparenza cani e gatti possano sopravvivere bene con una dieta priva di materiale fresco, mangiando lo stesso cibo industriale e pieno di cereali ogni giorno per tutta la vita. Nessuna varietà e non sia mai che tu dia degli avanzi oppure del cibo fresco! E pensare che i cibi industriali sono sconsigliati per l’uomo, a favore di cibo freschi e naturali. Le raccomandazioni per i nostri animali al contrario sono di non dare mai cibi freschi perchè potrebbero disturbare la loro dieta processata e bilanciata. Nessuno di voi vede un difetto in questa logica?
Da notare che le diete a crudo non sono una cura miracolosa. In effetti dando una dieta naturale si possono alleviare e magari anche eliminare molti problemi. Tuttavia, la carica tossica che grava sui nostril animali, accumulata negli anni con vaccini continui, diete scadenti, antiparassitari, inquinamento ambientale e malattie genetiche croniche, è notevole e ha senza dubbio contribuito alle malattie che riscontrano nei nostri animali. I mangimi industriali sono solo una parte del problema, MA una parte molto consistente. La dieta è una componente fondamentale per la salute del corpo e se la dieta è scadente come può un animale contrastare con successo gli attacchi al sistema immunitario e riparare i danni? Dare al vostro animale una dieta appropriata gli fornirà la nutrizione migliore possibile per essere in buona salute. Per maggiori informazioni sui vaccini, omeopatia e rimedi contro i parassiti, visitate il sito http://rawfed.com/vax/vax.html solo in inglese.

© To Rawfed.com – Articolo Tradotto da Valeria

Mito 2: Nei cibi industriali c’è tutto quello di cui i cani e i gatti hanno bisogno

Nel cibo industriale non c’è tutto quello di cui cani e gatti hanno bisogno! Per coprire il sapore delle scadenti materie prime utilizzate (scarti di macelleria della categoria 3), si aggiungono soprattutto esaltatori di sapidità sintetici. I nostri cani e gatti, infatti, non sono stupidi e non mangerebbero, o meglio, non assaggerebbero nem- meno questi rifiuti se non ne venisse corretto il gusto. Di conse- guenza bisogna ingannare i nervi gustativi. Tra gli esaltatori di sapidità si ha in prima linea lo zucchero, na- scosto nei mangimi industriali sotto la definizione di “caramello”. Lo zucchero, però, non fa assolutamente bene a cani e gatti e un’as- sunzione continua può essere la principale causa scatenante di dia- bete e problemi articolari e può anche aggredire lo smalto dei denti. A parte il fatto che ormai esiste un cibo speciale per ogni taglia, età, razza e sesso, addirittura per animali castrati e no, cosa di per sé indicativa dell’insufficienza dei singoli prodotti, vengono impiegati come additivi vitamine sintetiche, minerali e aminoacidi. Questi sono necessari nella misura in cui nella lavorazione industriale qua- si tutti i contenuti sono distrutti o sono denaturati. Tali vitamine sintetiche aggiunte in seguito, però, non sono ricavate da cereali, frutta e verdure, ma sono appunto prodotte artificialmente. È più facile e più economico. Le vitamine sintetiche, tuttavia, non sono equivalenti a quelle naturali, mancano delle sostanze naturali di accompagnamento presenti nella frutta e nella verdura. Inoltre, la produzione sintetica consente solo una scelta limitata di vitamine, poiché ad esempio la naturale gamma dei carotenoidi (uno stadio iniziale della vitamina A) è stimata in più di 270 varianti. La produzione artificiale, infatti, riesce a riprodurre sempre solo un unico tipo, cioè il betacarotene. Di conseguenza, si arriva a una riduzione continua della varietà naturale della vitamina che ha conseguenze negative sul metabolismo dell’organismo animale.
Il fatto è che, poiché mancano le sostanze naturali di accompa- gnamento, le vitamine sintetiche vengono riassorbite forzatamente dall’intestino e finiscono indisturbate nel sangue e da lì negli organi interni. Prima o poi il metabolismo a cui si è chiesto troppo (soprattutto quello epatico e renale) esprime reazioni immunologiche, anche a volte con degenerazioni tumorali. Un apporto eccessivo da una parte porta a carenze dall’altra.
L’apporto vitaminico è un sistema molto complicato e non ancora del tutto spiegato. Soprattutto le ricerche sull’interazione e le sinergie interne tra singole vitamine, microelementi e minerali sono ancora all’inizio. Se c’è ancora così tanto da chiarire, come possono allora gli esperti di nutrizione spiegare cosa si intende per alimentazione equilibrata? La realtà è che quasi tutti i cibi industriali sono una miscela chimica ottenuta artificialmente in labora- torio. Non voglio naturalmente fare di tutta l’erba un fascio; tra le industrie mangimistiche esistono anche poche eccezioni che non utilizzano vitamine sintetiche, che rinunciano completamente agli esaltatori di sapidità e nei cui prodotti le strutture naturali delle materie prime rimangono inalterate.
In genere i veterinari non sanno molto delle “vitamine sintetiche”. Ormai da tempo non sono più estratte come un tempo dalle materie prime (la produzione si attesta tra le 150.000 e le 200.000 tonnellate annue). Per l’industria è molto più economico produrre le vitamine da batteri o piante geneticamente modificati. Così può succedere ad esempio che una pianta insignificante come “l’arabetta comune” raggiunga una fama inaspettata. Attraverso la manipolazione genetica di questa pianta è possibile produrre in breve tempo grandi quantità di vitamina E. A nessuno pare importare che in realtà sia possibile riprodurre in laboratorio solo una variante di vitamina E. D’altra parte, non ci si preoccupa particolarmen- te nemmeno della comune produzione artificiale di vitamina B, anche se ultimamente si usano batteri manipolati geneticamente invece delle carcasse.
In tutti i comuni cibi industriali in vendita dai veterinari sono utilizzate esclusivamente vitamine sintetiche. Provate a chiedere al vostro veterinario se conosce la differenza tra le vitamine naturali e quelle sintetiche e come si pone rispetto alla produzione e alla mancanza di varietà di queste ultime; probabilmente non vi saprà rispondere. Le aziende mangimistiche sono molto creative e si ade- guano alle esigenze di mercato. Ultimamente si usano nella pubblicità slogan come “senza conservanti sintetici” o “con antiossidanti naturali”. Nel primo caso viene taciuto il fatto che i grassi utilizzati che si acquisiscono sono di norma conservati chimicamente, non è obbligatorio citarli in etichetta nella lista degli ingredienti. Nel secondo caso, quello degli “antiossidanti naturali”, si tratta ad esempio della vitamina E che però è prodotta sinteticamente e che quindi è tutt’altro che naturale. In questo modo si imbrogliano sistematicamente i consumatori.
Si fa anche pubblicità usando l’ormai fin troppo strapazzato termine “bio”. Eppure una scatoletta con la scritta pubblicitaria “agnello bio” non contiene più del 3 o 4% al massimo di “agnello biologico” e inoltre tali materie prime consistono in rifiuti, non in carne! Solo in pochissimi casi i proprietari di animali hanno la consapevolezza di quanto e con quanta sfacciataggine vengano imbrogliati e presi in giro.
Ultimamente molti alimenti contengono ingredienti esotici estratti ad esempio da piante come la yucca, l’aloe o l’alfalfa. Questi ingredienti hanno tutti la loro fondatezza nel trattamento di determinate patologie ma i loro effetti a lungo termine sono con- siderati tossici per i gatti e inoltre non si può stimare quale sia l’ef- fetto duraturo con un’assunzione quotidiana. Non riesco a capire perché mai questi ingredienti vengano utilizzati da parte dell’industria mangimistica, forse per distinguersi dalla concorrenza o forse semplicemente per poter dimostrare ancora una volta qualcosa di nuovo e particolare. In questo caso i proprietari di animali sono facili da manipolare.

Tratto dal “Il libro nero dei veterinari” di Jutta Ziegler

Mito 3: La vita dei cani si è allungata proprio grazie alle crocchette

Si tratta di un ragionamento sbagliato. I cani vivono di più grazie ad una migliore posizione sociale e assistenza medica. Nel passato i cani non erano considerati parte della famiglia come invece sono adesso. Erano lasciati fuori ad affrontare da soli le intemperie. Facevano la guardia e badavano al bestiame. I cani avevano uno scopo, un lavoro e quando non potevano più lavorare venivano mandati in pensione oppure eliminati. Le cure veterinarie per il cane non erano molto popolari, visto che era più prestigioso curare il bestiame. Se il cane era in grado di fare il proprio il lavoro, si faceva molta poca attenzione alla sua salute.
Al giorno d’oggi i cani hanno una vita migliore, più facile e meno stressante (eccetto per quelle grandi ingiustizie che sono le crocchette e i vaccini). Dormono in casa con i loro padroni. Si godono il nuovo ruolo sociale all’interno della famiglia. Il loro benessere è tenuto più in considerazione. Hanno i benefici di cure veterinarie migliori, molte delle quali si sono evolute negli ultimi 50 anni a causa dei danni provocati dai mangimi, come anche i vantaggi di avere persone che si preoccupano per loro. Ad esempio un centinaio di anni fa la gente non avrebbe mai pagato migliaia di dollari per una operazione all’anca, oppure centinaia di dollari per la pulizia dei denti. L’alimentazione ha avuto un ruolo davvero marginale nell’aumento della longevità, a parte il fatto che i cani non fanno più la fame e non devono procacciarsi il cibo da soli (attività entrambe costose da un punto di vista energetico). Invece di contribuire alla longevità, questi “miglioramenti nutrizionali” hanno contribuito alla comparsa di problemi mai sentiti prima: diabete, varie forme di tumori, infiammazioni e torsione dello stomaco ad esempio. La medicina veterinaria si è evoluta nella medicina veterinaria ‘moderna’ a causa del continuo aumento di malattie legate ai mangimi e del bisogno di curare queste malattie (che spesso implica il passaggio ad un mangime terapeutico ancora più costoso). Certo oggi queste malattie sono diagnosticate più facilmente perchè sappiamo cosa cercare, ma il numero di cani che soffrono di queste malattie rispetto al passato indica un legame molto forte con il cibo che mangiano, legame che è stato dimostrato per l’uomo nei paesi industrializzati.
Cosa c’è da dire sulla longevità? Solo recentemente quella dei cani è stata determinata da ricerche condotte dalle industrie di mangimi. Le industrie usano queste stime per “dimostrare” che i loro prodotti aiutano gli animali a vivere di più. Ma di più rispetto a cosa? Nessuno si interessava alla longevità dei cani nel passato (a parte le persone che si occupavano di allevamento) quindi nessuno ha registrato dei dati o fatto delle statistiche. Ne segue che queste stime di longevità sono valide solo da quando sono iniziati i controlli. In effetti i mangimi sono migliorati rispetto ai primi prototipi che hanno portato a una serie di carenze nutrizionali (ad esempio crescita eccessiva e malformazioni alle ossa nei cuccioli, ma questo è ancora un problema oggi!), ma questa alimentazione non ha contribuito alla longevità come invece ha fatto il miglioramento della posizione sociale.
In realtà la longevità e la qualità della vita di molte razze è andata peggiorando da quando ci sono i mangimi. Le persone che si ricordano quando i cani mangiavano ancora ossa carnose affermano che i loro cani vivevano bene fino ad una età avanzata. Oggigiorno questo è un “miracolo” e come tale viene attribuito all’eccellente alimentazione seguita dal cane: i veterinari e le ditte di mangimi insistono talmente tanto su questo punto da farlo diventare un luogo comune. Peccato che i veterinari che si ricordavano dei bei tempi andati sono in pensione oppure sono morti. Sembra che la nuova generazione di veterinari conosca solo le crocchette e l’alimentazione industriale.
Quindi si dice che i cani vivono più a lungo. Ci sono anche persone che dicono di avere un golden di 16 anni, un pastore tedesco di 14 e un alano di 11 anni. Ma qual’è la qualità della vita di questi cani? Hanno denti orribili e aliti rancidi, gravi artriti o malattie alle articolazioni, tumori, diabete, disfunzioni ai reni, un pelo orribile e corpi flaccidi senza tono muscolare. La gente si giustifica dicendo che queste sono semplicemente le caratteristiche della vecchiaia e che vediamo più spesso questi sintomi perchè i cani vivono più a lungo. Ma è davvero così? Molti di questi problemi sono causati oppure sono fortemente influenzati dal fatto di aver mangiato crocchette per una vita intera, dalle malattie periodontali e dalle bocche piene di batteri (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones). Quelli che si ricordano di come funzionava in passato sanno che i cani vivevano a lungo e in condizioni migliori, finchè un giorno semplicemente non si svegliavano più. Questo lento progredire dell’aumento di malattie è indubbiamente legato ai mangimi industriali: qualcosa che è già stato provato dalla medicina umana e che viene provata ogni giorno dai cani che mangiano crocchette e che vediamo nelle sale d’aspetto dei veterinari e che soffrono di tutte queste malattie.
Se gli animali vivono di più, perchè vengono considerati vecchi ad un’età sempre più giovane? Un cane diventa senior quando ha 7 o 8 anni. Qualcuno dice addirittura a 5 o 6 anni. I gatti vengono considerati vecchi quando hanno 7 anni (provate a dirlo al gatto di 20 anni che mangia carne cruda ed è ancora in ottima forma!). Questo invecchiamento premature è causato dai mangimi (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones). Cancro, diabete, obesità, disfunzioni ai reni, problemi al cuore e artriti (solo per citarne alcuni) vengono diagnosticati in cani sempre più giovani. Cani di 3 anni vengono soppressi a causa di tumori maligni sistemici! Cosa è successo all’affermazione che “i cani vivono di più a lungo”? É ora di smetterla di avvelenare lentamente i nostri animali con i mangimi industriali e con troppe cure “preventive”!
Il cane più vecchio nutrito con carne cruda è Jerry, un incrocio tra un australian cattle dog e un bull terrier: ha 27 anni e vive con il suo padrone in Australia (Outback Mongrel Could Be Oldest Dog. USA Today. 7-13-2004.).
La storia per intero QUI (solo in inglese).

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria


Non è vera l’argomentazione secondo cui i nostri cani e gatti diventano sempre più vecchi grazie alla “buona” assistenza medica. Proprio come accade per gli esseri umani, l’aumento dell’aspettativa di vita è dovuto in prima istanza alle condizioni igieniche decisamente miglio- rate e solo in seconda istanza alle nuove conquiste nel campo della medicina. A prescindere da alcuni singoli ambiti, come ad esempio la chirurgia di emergenza e del trauma, dagli anni Settanta del secolo scorso non ci sono stati cambiamenti decisivi nella medicina umana per quel che riguarda il trattamento delle malattie croniche (tumori, reumatismi, artrosi… solo per nominarne alcune). Lo stesso accade nella medicina veterinaria. Sul mercato compaiono effettivamente medicinali sempre nuovi e apparentemente rivoluzionari, questi però in realtà si differenziano poco o per nulla da quelli già esistenti.
È vero che (in base alle statistiche più recenti) i nostri cani e gatti vivono in media più a lungo, ma si ammalano prima e restano malati più a lungo. Fin dalla mia infanzia la mia famiglia ha sempre avuto cani e gatti, ma io non riesco a ricordarmi che anche uno solo di questi animali soffrisse di una malattia cronica. Soprattutto i cani, all’epoca vivevano per più di quindici anni e senza malattie. I gatti (avevamo uno zio che aveva una grande fattoria) o morivano molto presto in un incidente, o soccombevano alle epidemie che si ripresentavano perio- dicamente oppure diventavano molto vecchi. Non esistevano quasi le malattie del ricambio, come il diabete, il morbo di Cushing e neanche le patologie croniche alle articolazioni.
È spaventoso constatare in che misura queste patologie croniche siano aumentate negli ultimi vent’anni. I critici adesso obietteranno nuovamente: prima quasi non esistevano metodi e test per rilevare l’e- sistenza di determinate malattie. È vero, naturalmente, solo che prima non servivano. Solo dopo l’enorme incremento dei casi di malattie si sono affinati i test, perché prima non esisteva la necessità di metodi di ricerca sempre più complessi. Ormai siamo arrivati al punto che si inventano semplicemente determinate patologie per poter poi vendere i medicinali adeguati.

Tratto da Il libro nero dei veterinari di Jutta Ziegler

Mito 4: I lupi non vivono quanto i cani domestici proprio a causa della loro dieta

Il presupposto di questa affermazione è che la dieta dei lupi ne accorcia la vita e che quindi non bisogna darla ai nostri cani. Tuttavia siamo di fronte ad un altro ragionamento sbagliato. Si è vero, un lupo vive meno di un cane ma questo non ha niente a che fare con l’alimentazione. Perchè la natura avrebbe selezionato un cibo che uccide l’animale che lo mangia? Come è possibile che il cibo selezionato per una specie possa accorciarne la vita? La dieta è quello che tiene un lupo in vita! Quanto sopravviverebbe senza mangiare? A parte queste considerazioni, dobbiamo considerare l’assurdità di collegare la longevità del lupo soltanto alla sua dieta.

La vita allo stato brado è dura. I lupi in natura devono affrontare lo sfogo della natura e affrontare ogni giorno i suoi elementi: caldo, freddo, pioggia, temporali, bufere, tempeste di ghiaccio, etc. Devono anche fare i conti con l’alto dispendio energetico che comporta l’abbattimento di grandi erbivori come alci e cervi. I lupi subiscono inoltre una competizione per il cibo intraspecifica con altri lupi in aggiunta a quella interspecifica con altre specie, come orsi, coguari e l’uomo. Devono affrontare la predazione, la perdita dell’habitat e di prede a causa dell’uomo, come anche un peggioramento nella qualità di habitat e cibo. Devono affrontare parassiti (tutti gli animali selvatici hanno qualche parassita e ci convivono abbastanza bene), inquinanti tossici, lotte con altri lupi, lotte con le prede, lotte con altri predatori e con la sempre maggiore perdita di habitat causata dall’uomo. I lupi affrontano regolarmente la fame e possono stare diverse settimane senza mangiare. Nonostante tutti questi problemi, i lupi riescono a sopravvivere e a usare energie preziose per l’accoppiamento e le cucciolate, creando una domanda ancora maggiore per il cibo. Questi sono i motivi per cui la vita di un lupo è corta e NON la dieta. É proprio la dieta insieme al patrimonio genetico che li tiene in vita, anche a dispetto delle varie malattie. Non è che il loro cibo manchi di qualcosa e non sia in grado di sostenerli, ma piuttosto il fatto che non riescono sempre ad averne a sufficienza per soddisfare i propri bisogni metabolici. É proprio la loro dieta a nutrirli e a mantenerli. Si spera che possiate vedere quanto sia ridicolo assumere che la dieta sia la sola ragione per una diminuzione della vita in natura.
Se guardiamo ai parenti addomesticati del lupo, i cani, la questione della longevità diventa discutibile. I nostri cani non vivono allo stato brado e quindi non devono affrontare tutti quei fattori che costano energia come invece devono fare i lupi. I nostri cani vivono agiatamente nelle nostre case, dove ricevono cibo e cure in abbondanza e dove il cibo è privo di parassiti. Date un’occhiata su Australian Outback alla storia di Jerry, un mix di Australian cattle dog e bull terrier che ha vissuto 27 anni mangiando carne cruda (Outback Mongrel Could Be Oldest Dog. USA Today. 7-13-2004.).

La storia per intero QUI solo in inglese).

© To Rawfed.com

Mito 5: Le varie razze hanno bisogno di diete apposite

Questo è assolutamente falso. Purtroppo questo presupposto – che si basa solo sulle differenze fenotipiche date dalla ragione e dall’impiego del cane – è stato usato sia dall’industria dei mangimi sia dai promotori delle diete a crudo per creare delle diete che sono alquanto erronee dal punto di vista nutrizionale. Questa è davvero una moda finalizzata a spillare soldi ai consumatori ignari e a fare grandi profitti. É assolutamente assurda l’idea che un saluki dovrebbe mangiare più latte di capra, datteri e poca carne visto che praticamente non c’è carne nella regione d’origine di questa razza! Queste affermazioni non tengono in considerazione il fatto che tutti i cani, nonostante le diverse taglie e razze, hanno la stessa anatomia interna e fisiologia come anche gli stessi bisogni nutrizionali. Ad esempio, guardate la varietà di crani dei cani in questa pagina http://www.geocities.com/havens_home/feedraw.htm (scendete a circa un terzo della pagina) [solo in inglese]: tutti hanno lo stesso tipo di denti, che richiamano quelli di un carnivoro! Uno shi tzu ha gli stessi bisogni nutrizionali di base di un alalno. La sola differenza è che lo shi szu deve mangiare molto di meno per soddisfarli. Il periodo relativemente breve durante il quale il cane è stato addomesticato e il tempo in cui le diverse razze sono state selezionate in varie parti del mondo non è abbastanza per far sviluppare a livello evolutivo un bisogno per gli alimenti tipici delle regioni dalle quail queste razze provengono.

Se guardiamo la questione da un punto di vista pratico e con del buon senso, ci troviamo a dover rispondere a una bella domanda: e i meticci? Se i cani si sono evoluti a mangiare i cibi delle zone nelle quail si sono sviluppati in un lasso di tempo tanto breve, allora cosa bisogna dare da mangiare ad un cane che ha una varietà di razze nel suo sangue? La maggior parte delle volte si riesce solo indovinare quali razze siano presenti nel nostro amato animale da compagnia e se i cani devo davvero essere nutriti con una dieta specifica i meticci avrebbero molto da perdere. Per fortuna, il patrimonio genetico canino e madre natura danno la risposta giusta: dare una dieta basata su carcasse crude.

L’affermazione che i cani hanno il pelo diverso uno dall’atro e che lo perdono anche in maniera differente, oppure che hanno una diversa struttura ossea, oppure che producono più o meno olio dalla cute NON è sufficiente a dimostare che le varie razze hanno bisogno di diete specifiche. Tutte le parti di un qualsiasi cane sono costituite dagli stessi elementi di base. Le ossa sono SEMPRE fatte di osteociti (cellule ossee), minerale idrossiapatite che queste secernono (che contiene in larga misura calcio e fosforo), collagene, cartilagine, vasi sanguigni, midollo osseo e periostio. I muscoli sono SEMPRE fatti di tessuto connettivo, miofibre e vasi sanguigni. La struttura corporea di ogni cane ha bisogno degli stessi elementi di base: gli amminoacidi delle proteine, gli acidi grassi dei grassi, il glucosio per l’energia fornito dalla gluconeogenesi che trasforma gli amminoacidi in molecole di glucosio, come anche una varietà di vitamine e minerali – il tutto presente nelle giuste quantità e proporzioni in una preda intera. Questo significa che ogni cane può ricevere tutti i nutrienti di cui a bisogno da una preda intera, indipendentemente dalla razza. I processi fisiologici sono gli stessi, anche se la perdita del pelo è diversa o se le ossa sono più dense. I processi fisiologici che creano più materia ossea o che regolano la crescita e la perdita del pelo usano gli stessi elementi di base di cui TUTI i cani hanno bisogno e che si trovano sotto forma di ottimo cibo crudo proveniente dalle carcasse. Tutti i cani danno energia al proprio corpo attraverso gli stessi processi metabolici che trasformano amminoacidi e grassi in glucosio o derivati di glucosio per dare energia all’organismo. I cani utilizzano l’energia a ritmi diversi, il che significa che hanno metabolismi diversi. Vuol dire che hanno quindi bisogno di cibi particolari per compensare queste differenze? No. Hanno solo bisogno di quantità diverse di cibo per compensare la trasformazione più veloce o più lenta del cibo in energia e la velocità alla quale la consumano.

Ogni cane è un individuo con gusti e reazioni al cibo tutte personali. Vuol dire che potrete avere un saluki che non mangia il pollo, oppure un cane di razza nordica che odia il pesce o un pastore tedesco che non può mangiare l’agnello perchè gli provoca flautolenza. Alcuni dalmata (una razza particolarmente soggetta ai calcoli urinari, quindi se volete dare carne cruda al vostro dalmata fate una ricerca su questa predisposizione e regolate la sua dieta di conseguenza) non hanno problemi con carni ricche di purina, altri invece devono mangiare solo carne che ne contiene poca. É qui che entra in gioco la regola di base delle diete a crudo, imparare a CONOSCERE IL PROPRIO CANE. Voi avete la resposabilità di sapere quello che piace e non piace al vostro cane, cosa gli fa bene e cosa no. Non c’è bisogno di pagare qualcuno che lo faccia per voi. Soprattutto, non c’è bisogno di pagare qualcuno per formulare una dieta specializzata per il vostro cane. Date al vostro cane un dieta a base di carcasse crude e fate gli aggiustamenti necessari. Se il cane non sopporta il pollo, eliminatelo e date qualcos’altro. Se il cane non sopporta bene il manzo, non datene troppo (oppure eliminatelo del tutto se preferite). Una volta che il cane ha cominciato la dieta e ha raggiunto un equilibrio, cominciate ad aggiungere delle variazioni sotto forma di carcasse intere, ossa carnose e frattaglie di vari animali diversi. Con il tempo imparerete a conoscere le preferenze del vostro cane, ad esempio che non gli piace il coniglio ma che diventa matto per il maiale. Arrivate a conoscere il vostro cane e sappiate che avete tutte le capacità per dare una dieta a base di carcasse crude che può essere aggiustata ai bisogni del vostro cane e fornisce anche tutta la varietà necessaria.

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria


Al giorno d’oggi esistono alimenti specifici per cani obesi, per cani con problemi alle articolazioni, con patologie epatiche e renali, per cani con stomaco e intestino sensibili, per cani con allergie e per cani che presentano chissà quali altre malattie. In genere si può ormai comprare anche un cibo specifico per ogni razza canina: per bassotti, per westie, per chihuahua. Anche per i cani castrati o non castrati c’è il cibo “giusto per ogni esigenza”, tutti con una composizione specifica. Aspetto con curiosità il mangime per i cani che quando fanno la pipì alzano la zampa destra e quello per i cani che alzano la zampa sinistra.

Immaginate di entrare in un supermercato e di trovarvi di fronte a un prodotto sul quale c’è scritto: “Solo per persone sotto i cinquant’anni”. Oppure: “Solo per persone sopra il metro e settanta”. O ancora: “Alimentazione solo per persone bionde”, “Solo per scandinavi dalla pelle chiara” o “Solo per neri africani”. In questo caso la fantasia non conosce limiti. Vi sentireste sicuramente presi in giro, eppure questa sembra essere assolutamente la tendenza corrente e imperante nell’industria mangimistica.
Questi “alimenti speciali” fatti apposta per le “esigenze speciali” delle diverse razze sono una pura invenzione dell’industria mangimistica e di conseguenza un chiaro indizio che effettivamente nessuno di questi alimenti è ottimale.

Tratto da Il libro nero dei veterinari di Jutta Ziegler

Mito 6: I cani sono onnivori

Questo è falso. I cani sono carnivori e non onnivori. I cani sono animali che si adattano facilmente, ma il fatto che possono sopravvivere anche con una dieta onnivora non significa che questa sia la dieta migliore per loro. Il presupposto che i cani sono onnivori è ancora da dimostrare, mentre che i cani sono carnivori naturali è dimostrato da numerose prove.

1.) Dentizione
Guarda nella bocca del tuo cane o del tuo gatto. I denti grandi ed imponenti (nei gatti lunghi e sottili) sono concepiti per catturare, strappare, lacerare, frantumare e incidere la carne (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pag 258.). I nostri animali non sono dotati di grandi molari piatti per ruminare. I loro molari sono appuntiti e si chiudono (insieme al resto dei loro denti) come una forbice, che macina con forza la carne, le ossa e la pelle. I carnivori sono dotati di una serie particolare di denti, tra i quali spiccano i denti carnassiali: il quarto premolare superiore e il primo molare inferiore.
Paragonate questi denti con i vostri o con i denti di un orso bruno. Gli orsi bruni sono dei veri onnivori, come noi. Abbiamo infatti dei molari grandi e piatti che possono macinare i vegetali. Gli orsi bruni, pur avendo canini impressionanti, hanno grandi molari piatti in fondo alla bocca per aiutare a masticare i vegetali. I cani e la maggior parte dei canidi non ha questo tipo di molari. Perché? Perché loro non mangiano materiale vegetale. I denti sono altamente specializzati e strutturati appositamente per l’alimentazione dell’animale e la differenza tra i denti di un orso e quelli di un cane (anche se entrambe le specie sono nell’ Ordine Carnivora) dimostra come ciò sia possibile (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pgs 260.). Per confrontare visivamente i denti di un cane e i denti di un orso bruno, clicca QUI (solo in inglese). Logicamente ci si chiede: se un cane (o gatto o furetto) ha la dentizione di un animale carnivoro, perché nutrirlo con un pellettato a base di cereali?

2.) Muscolatura ed anatomia esterna
I cani (ed i gatti) hanno una mascella e un collo dotati di forti muscoli che aiutano ad uccidere la preda e a masticare la carne, le ossa e la pelle. Le loro mascelle hanno un’ampia apertura a cerniera, che gli consente di ingurgitare grandi porzioni di carne e ossa. I loro crani sono pesanti e modellati per impedire il movimento laterale della mandibola, ad esempio quando una preda catturata tenta di divincolarsi (la fossa mandibolare è profondo e ha una forma a C). Questa forma consente solo un movimento dall’alto verso il basso per frantumare, mentre gli erbivori e gli onnivori hanno una fossa mandibolare piatta, che permette quel movimento laterale necessario per macinare i vegetali (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pag 258-259.). Prendete in considerazione questa citazione dal testo di Mammology appena citato:

“Canidi, felini e mustelidi si nutrono principalmente di prede appena uccise. Queste famiglie mostrano di conseguenza un maggiore sviluppo di denti ed artigli come anche un maggiore sviluppo dei carnassiali e della locomozione cursoria” (pag 260)

Questo si traduce in una semplice affermazione: tutto nel corpo di un cane o di un gatto ci dice che sono stati progettati per essere carnivori, con uno stile di vita orientato verso la caccia e l’abbattimento della preda. Sebbene gli esseri umani hanno fatto alcuni importanti ritocchi al progetto della natura (per questo abbiamo creato una varietà di taglie e forme), tuttavia non abbiamo fatto nulla per cambiare l’anatomia interna e la fisiologia del nostro carnivoro.

3.) Anatomia interna e la fisiologia
Cani e gatti hanno l’anatomia interna e la fisiologia di un carnivoro (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pag 260.). Hanno uno stomaco elastico, progettato per contenere grandi quantità di carne, ossa, organi e pelle. Il loro stomaco è semplice, con un intestino Cieco poco sviluppato (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pag 260.). Hanno la parte iniziale dell’apparato digerente relativamente corta e anche il colon è corto, liscio e privo di sacche. Ciò determina un passaggio molto veloce del cibo nell’apparato digerente. Ma i vegetali e le piante hanno bisogno di tempo per essere digerite. Questo equivale ad avere un colon più lungo, un intestino tenue più grande e più lungo e talvolta determina la presenza di un intestino cieco. I cani non hanno nulla di simile, ma hanno la parte iniziale dell’apparato digerente più corta e la parte finale dello stesso compatibile con quello dei carnivori. Quindi è normale che le verdure escano dai cani così come sono entrate. Non c’è abbastanza tempo per ripartirle e digerirle (tra le altre cose). La gente lo sa, questo è il motivo per cui dicono che la verdura ed i cereali devono essere processati per far si che i nostri cani ne ottengano qualcosa. Rimane comunque una prassi discutibile alimentare con ortaggi e cereali un animale carnivoro.
I cani di solito non producono nella saliva gli enzimi necessari (le amilasi, per esempio) per avviare la digestione dei carboidrati e degli amidi. Le amilasi nella saliva sono tipiche degli onnivori e degli erbivori, ma non degli animali carnivori. Ciò obbliga il pancreas a compiere l’intero lavoro, costringendolo a produrre grandi quantità di amilasi per digerire l’amido, la cellulosa ed i carboidrati presenti nella materia vegetale. Pertanto alimentare i cani come se fossero onnivori costringe i loro pancreas ad un super-lavoro e pone degli oneri aggiuntivi su di essi dato che devono lavorare di più per digerire i farinacei, i cibi ricchi di carboidrati, invece di produrre semplicemente la normale quantità di enzimi necessari per digerire le proteine e grassi (i quali, se somministrati crudi, iniziano ad “auto-digerirsi” e a rilasciare i loro enzimi quando le cellule sono frantumate dalla masticazione e dalla salivazione).
Nessun cane ha quel tipo di batteri amici che scindono la cellulosa e l’amido per loro. Come risultato, la maggior parte delle sostanze nutritive contenute nei vegetali, anche nei vegetali processati, non sono digerite dai cani. Questo è il motivo per cui i produttori di alimenti per cani devono aggiungere elevate quantità di vitamine e di minerali artificiali (il fatto che la cottura distrugge tutte le vitamine e minerali crea così la necessità di un’aggiunta supplementare) nei loro alimenti. Se un cane può digerire solo il 40-60% dei prodotti alimentari a base di grano che ingerisce, vuol dire che riceve solo il 40-60% delle vitamine e dei minerali che ha bisogno (nel migliore dei casi!). Per compensare tutto ciò, le ditte produttrici devono aggiungere quantità di vitamine e minerali maggiori di quelle di cui il cane effettivamente necessita.
Il cane è un onnivoro? La sua dentatura, l’anatomia esterna ed interna e la fisiologia dicono che non lo è. Anche la sua storia evolutiva (trattata in un altro mito) afferma che il cane è un carnivoro. Quindi, quando la gente vi dice che il cane è un onnivoro, chiedetegli: “Che cosa di questo animale ti fa pensare che si tratti di un onnivoro?”. Fategli spiegare la loro posizione prima di spiegare la vostra. C’è la possibilità che citino il prossimo mito (I lupi mangiano i contenuti stomacali delle loro prede) come “prova”.

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Il cane è un onnivoro FALSO
Allora, partiamo dal vocabolario Treccani. Che definizione ci da della parola onnivoro?
onnìvoro (meno com. omnìvoro) agg. [dal lat. omnivŏrus, comp. di omni– «onni-» e –vorus «-voro»]. – Propr., che mangia ogni cosa, che si nutre di qualsiasi cibo. In biologia, di animale che (a differenza del carnivoro e dell’erbivoro) si nutre di alimenti di origine sia animale sia vegetale; anche come sost.: il topo è un o.; le abitudini alimentari degli onnivori.
Wikipidia, da parte sua ci ricorda che “Il nome “onnivoro” deriva dall’unione delle parole latine omnis (tutto) e vorare (mangiare), quindi significa “colui che si nutre di tutto” e che “la classificazione della dieta di un animale come “onnivora” non si basa sull’assunzione sporadica di sostanze diverse da quelle presenti abitualmente nella dieta.”

Ora, noi abbiamo un piccolo problema. Il problema si chiama domesticazione. Questo lungo processo di convivenza fra la nostra specie e quella che era inizialmente il Canis lupus, ora diventato Canis lupus familiaris, cioè il cane. Più di 10mila anni assieme, includendo il processo anche di selezione delle razze, hanno ovviamente portato a delle enormi differenze morfologiche fenotipiche fra cane e lupo. Alcuni studi hanno dimostrato come sia stata la domesticazione a selezionare individui in grado di digerire gli amidi, tramite una produzione pancreatica più o meno intensa di enzimi amilasi. In un epoca in cui la carne era destinata ai ricchi è molto probabile che i cani siano stati spinti dalle situazioni contingenti verso alimentazioni più variate del suo antenato. Per sopravvivere.

Nonostante questo, il cane è ancora molto simile al suo antico progenitore. Se paragonato con l’uomo, il cane ha infatti molte più cellule olfattive e molte meno dedicate al gusto: deve trovare la preda con l’olfatto e non ha bisogno di un articolato senso del gusto come l’uomo per distinguere ad esempio piante velenose da commestibili. Ha una bocca con lunghi canini, molari e premolari appuntiti fatti per schiacciare, non ha denti adatti allo schiacciamento della cellulosa nè amilasi salivari. Ha un pH gastrico tendenzialmente molto più acido rispetto a quello di un onnivoro come il maiale: fra 1 e 2 nel cane contro 2 – 3,5 dei suini. Ancora più interessante, il rapporto fra lunghezza del corpo e dell’intestino tende ad essere molto basso per gli animali strettamente carnivori come il gatto (1:4), si alza per il cane (1:6), un onnivoro come il suino ha un rapporto di 1:14 per arrivare fino ai ruminanti che hanno un intestino più ungo ancora (1:20). A cosa serve un’intestino lungo? Al difficile processo di conversione della proteina vegetale in proteina animale. Insomma: dalla bocca all’ano l’anatomia del cane ci dice di essere un carnivoro.

Anche alcune differenze enzimatiche dimostrano la natura carnivora dei cani. Ad esempio i cani non hanno, come abbiamo detto, amilasi salivari e non tutte le razze e gli individui di cane hanno le amilasi pancreatiche. Alcune razze più vicine al lupo hanno in modo abbastanza frequente carenza di geni che codificano per le amilasi. La capacità di utilizzo degli amminoacidi per produrre gli zuccheri necessari all’encefalo (tutti i cervelli di tutti gli esseri vanno a zucchero) è inoltre nettamente migliore nel cane rispetto agli onnivori. I cani hanno fabbisogni di ferro e calcio molto più alti rispetto all’uomo. Ferro e calcio dove si trovano in natura? sangue ed ossa. I cani hanno anche un catabolismo proteico molto più efficiente degli onnivori e, come abbiamo visto sopra, sostanzialmente nessuno studio ha mai dimostrato che un eccesso proteico possa danneggiarli. Insomma.. diciamo che anche su questo permangono pochi dubbi.

Come sempre in natura però i bianco-o-nero non esistono, ma piuttosto abbiamo infinite sfumature. Mentre il gatto è infatti un carnivoro stretto, cioè ha un’elevato fabbisogno proteico minimo, ma ha anche necessità di altri amminoacidi (taurina) o composti di origine animale (acido arachidonico, retinolo), il cane no. Il cane ha infatti almeno in parte la capacità di convertire e auto-prodursi composti che il gatto deve necessariamente assumere con la dieta. Per questo, la definizione più comunemente adottata per il cane è quella di carnivoro opportunista.

Tornando alla definizione Treccani sopra però qualcuno potrebbe argomentare che “cani e gatti ormai sono abituati a mangiare cereali“. Senza dubbio vero. Purtroppo gli ultimi 40-50 anni di dieta industriale hanno portato anche un carnivoro stretto come il gatto ad assumere alte dosi di carboidrati. Idem il cane. Ma.. questo vuol dire che gli faccia bene? Questo vuol dire che nel lungo termine noi possiamo assicurare che non farà danni? Ripenso alla “mucca pazza”, causata da somministrazione di farine animali ad Esseri erbivori come le vacche. La somministrazione giornaliera di farine, cereali o altri amidacei ci dà il permesso di “spostare” un Anima-le classificato scientificamente come appartenente all’Ordine Carnivora ad un altro Ordine?

Io direi di no…

Articolo di Maria Mayer, medico veterinario

Mito 7: Con le crocchette di buona qualità non c’è bisogno di dare la carne cruda. 

Ad una prima occhiata questo sembra essere abbastanza logico. Dopo tutto sul mercato ci sono mangimi di qualità abbastanza alta come Timberwolf Organics, Innova EVO, Nature’s Variety e Solid Gold. Il giornale Whole Dog Journal pubblica regolarmente una lista dei 20 migliori mangimi, che comprende anche qualche marca premium di ditte piccole. Tutti i problemi di salute che si hanno con le crocchette vengono di solito imputati ai mangimi di bassa qualità, come le marche da supermercato, giusto? Inoltre, l’industria dei mangimi non ha fatto passi da gigante nel campo della nutrizione? C’è una buona varietà di crocchette premium sul mercato e usare una di queste marche ha dei benefici rispetto a quelle economiche (dosi minori, feci ridotte, miglior pelo, più energia, etc.). Di sicuro se si usano dei mangimi premium la qualità del cibo è migliore, ma non si potrebbe avere ancora di più ad un minor prezzo? Le crocchette premium vanno bene per il tuo animale?
Al giorno d’oggi ci sono diversi mangimi di alta qualità sul mercato, ma ci sono ancora diversi fattori che distinguono una dieta a crudo da questi mangimi. Diamo un’occhiata ai vari problemi legati all’alimentazione industriale, anche se di qualità.

1.) Si tratta di cibo lavorato. Questo significa che è stato macinato, cotto, processato, oltre a contenere vitamine e integratori aggiunti. A parte quello che dovrebbero essere gli ingredienti di base, rimane sempre il fatto che questi ingredienti sono di qualità bassa rispetto a quelli freschi. Rimangono poi i problemi legati alle vitamine e minerali sintetici: crescita irregolare e troppo accelerata, mancanza di assimilazione, etc. Sebbene i mangimi di qualità abbiano alla base dei buoni ingredienti, dopo il processo di preparazione questi sono sempre di qualità inferiore rispetto al cibo fresco.

2.) Si tratta comunque un cibo non naturale per i nostri animali. I nostri cani e i nostri gatti non sono strutturati per mangiare cibo processato sotto forma di palline, indipendentemente da quanto buona sia la qualità di queste palline. É come se noi mangiassimo cornflakes di qualità tutti i giorni: una marca di qualità è meglio di una economica, giusto?

3.) Anche le crocchette premium contengono un sacco di ingredienti che non servono o che non possono essere utilizzati. Molti mangimi premium contengono poca carne (in genere per il consumo umano, che però poi viene convertito in qualche sorta di “alimento”) anche se questa viene elencata come primo ingrediente, per il fatto che il resto degli ingredienti sommati è di gran lunga superiore alla carne di cui i nostri carnivori hanno bisogno (ricordate che la carne, a meno che la dicitura non sia “farina di carne”, è riportata in base al suo peso umido. Questo vuol dire che una volta cotta perde molta acqua e quindi il suo posto nella lista degli ingredienti scende ulteriormente). Basta leggere qualche etichetta. Al primo posto viene riportato un qualche genere di carne seguita però da una serie di cereali pubblicizzati come più digeribili rispetto a mais e grano (riso, avena, orzo, miglio, etc.), verdure (patate, carote, patate dolci, etc.), frutta (mele, pere, etc.) e integratori (kelp, spirulina, fermenti lattici, etc.), senza citare tutte le vitamine e minerali sintetici. Ovviamente la presenza di frutta, verdura e integratori assicura in teoria che ci siano meno vitamine e minerali sintetici visto che questi derivano da fonti naturali, ma quanti di questi nutrienti sono davvero assimilabili per il cane e il gatto? Quanti di questi nutrienti sono alterati e resi inutilizzabili dal processo di cottura? Anche nei mangimi come L’EVO, che contengono molta carne e nessun cereale (usano invece le patate che sono amidi e quindi metabolizzati come tali), la carne lavorata è comunque di qualità inferiore rispetto a quella fresca. Pensate ad una arancia processata e cotta rispetto a una fresca: quale è meglio?

4.) Rimane la questione delle malattie periodontali. Il vostro animale non riceve la dovuta pulizia dentale durante ogni pasto, quindi avete sempre il problema della bocca piena di batteri che puzza e fornisce una via di ingresso per batteri e tossine. Questa in effetti è una delle ragioni principali per cui si usa una dieta di ossa carnose.

5.) Manca l’esercizio necessario per il benessere fisico, mentale e psicologico dato dalle ossa carnose. Anche se date un mangime premium, il vostro animale lo finirà a tempo di record, invece di starci impegnato per una mezzora e anche più. Questo significa che il corpo non viene preprarato a ricevere e digerire il cibo, che rimane nello stomaco fino a quando il sistema nervosa parasimpatico comincia a lavorare.

6.) I mangimi premium sono spesso più cari di una dieta a crudo. Se state spendendo una fortuna con un mangime premium, perchè non passare al cibo fresco e risparmiare?

7.) Non avete nessun controllo su quello che mangia il vostro animale. Siete sicuri che sia davvero quello che c’è nella lista degli ingredienti che il vostro cane o gatto mangia? Potete essere sicuri della qualità degli ingredienti? Cosa succede a questi ingredienti con la cottura?

8.) Rimane la questione di fondo: il cibo industriale è davvero meglio di quello fresco??

É per queste ragioni (ma sicuramente ce ne sono altre) che molti di quelli che usano una dieta a crudo considerano i mangimi premium uno spreco di soldi. Fanno parte di questa categoria anche le linee veterinarie. L’industria dei mangimi e i veterinari hanno semplicemente trovato un altro alimento artificiale per coprire e “risolvere” i problemi causati da altri alimenti artificiali. Perchè non risolvere il problema alla fonte (forse ha a che fare con i soldi? Ricordate che i veterinari possono guadagnare fino al 40% vendendo mangimi come la linea veterinaria della Hill’s [Parker-Pope, T. 1997. For You, My Pet. The Wall Street Journal. 3 novembre 1997. Citato a pag. 266 in Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones])? A questo proposito l’industria e i veterinari hanno mancato il segno e tocca ai nostril animali pagarne le conseguenze. Che senso ha somministrare a un animale malato un altro alimento industriale quando un alimento simile ha causato all’animale il problema per cui deve essere curato?
Con l’aumento delle allergie alimentari, l’industria dei mangimi sta diventando sempre più creativa nel cercare di trovare nuovi fonti proteiche e cereali per crocchette ipoallergeniche. Non hanno per caso cercato di capire perchè gli animali sono allergici agli ingredienti dei loro prodotti (Probabilmente. Ma ci diranno cosa hanno trovato? Probabilmente no. Dove sarebbe il profitto altrimenti?)? Da notare che molti animali possono in genere mangiare la stessa carne cruda che creava loro dei problemi da cotta (Clark, W.R. 1995. Hypersensitivity and Allergy. At War Within: The double edged sword of immunity, Oxford University Press, New York. pag 88.). La cottura cambia la struttura delle proteine e sono queste proteine modificate a scatenare la reazione allergica.
Se usate un mangime premium (o qualsiasi mangime) pensate al perchè lo fate. Potreste avere dei giovamenti con una dieta a crudo? E fatevi questa domanda: come può essere un cibo industriale meglio del cibo fresco?

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria

Mito 8: I cani sono cambiati troppo rispetto ai lupi, quindi non possono essere nutriti con diete a crudo
Questa affermazione è in gran parte falsa. L’unica verità è che l’uomo ha modificato i cani. MA noi ne abbiamo cambiato solo il loro aspetto esteriore e il temperamento, NON la loro anatomia interna e la loro fisiologia. Questo mito è vero solo in parte, in quanto i nostri cani sono stati nutriti per così tanto tempo con mangimi commerciali che il loro organismo non funziona più come prima. Alimentare i cani con mangimi altamente lavorati e a base di cereali ha avuto il risultato che il loro sistema immunitario è più debole e non vengono prodotti tutti gli enzimi necessari per digerire completamente la carne cruda e le ossa (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones). Tuttavia ciò non significa che i cani non possiedano questi enzimi. Questi enzimi ci sono e una volta che si eliminano dal pasto del cane i prodotti a base di grano e vegetali, tali enzimi tornano rapidamente ad un livello di lavoro ottimale che permette la digestione della carne cruda e delle ossa.

Fisiologicamente i cani sono talmente simili ai lupi che sono spesso utilizzati negli studi sui lupi come un modello fisiologico per i processi dell’organismo del lupo (Mech, L.D. 2003. Wolves: Behavior, Ecology, and Conservation). Inoltre, il cani e il lupo condividono il 99,8% del loro DNA mitocondriale (Wayne, R.K. Molecular Evolution of the Dog Family). La prossima citazione è tratta dalla discussione sulla genetica canina di Robert K. Wayne, Ph.D. (vedi QUI solo in inglese):

Il cane domestico è un parente molto stretto del lupo, infatti il loro DNA mitocondriale si differenzia al massimo per uno 0.2%…

I cani ed i lupi possono accoppiarsi liberamente e generare una prole fertile. Anche i cani più piccoli come i West Highland White Terrier e i Chihuahua ne sono capaci! Questa è un’evidente prova che cani e lupi sono strettamente imparentati e che sono compatibili geneticamente (animali incompatibile non generano una prole vitale e fertile, come ad esempio asini e cavalli: se si incrociano generano muli e bardotti, che sono animali sterili). I geni che determinano i diversi colori della pelliccia, la lunghezza, la conformazione e le differenze strutturali sono presenti in una certa misura anche nella popolazione dei lupi (altrimenti i lupi non avrebbero potuto generare le diverse razze che abbiamo oggi. Per avere un cambiamento fenotipico, ci deve essere una base genetica sulla quale lavorare. Se i geni non sono presenti, allora i cambiamenti fenotipici non si verificano, neppure “magicamente”), ma non vengono selezionati dalla natura perché non sono vantaggiosi per la sopravvivenza del lupo stesso. É stato invece l’uomo a manipolare i geni per “creare” cani più piccoli, di varie forme, colori e dimensioni.
Inoltre, i cani che vengono abbandonati a se stessi in natura formeranno branchi e cacceranno altri animali, presentando una gamma di comportamenti simili a quelli osservati nel lupo. Le differenze fenotipiche come la taglia, la forma delle orecchie, etc. ritorneranno più simili a quelle dei lupi, poiché gli animali si incrocerebbero liberamente (per esempio, i Chihuahua potrebbero aumentare la propria taglia se fossero lasciati liberi, senza specifiche selezioni da parte dell’uomo per la taglia). Le caratteristiche delle varie razze sono state specificamente selezionate in base al capriccio umano e al fine di mantenere quelle caratteristiche i cani devono essere selezionati a lungo, di modo che i geni di tali caratteristiche siano sufficientemente “fissati” all’interno della popolazione canina (così si sono create le diverse razze canine che oggi conosciamo). É legittimo domandarsi che fine farebbero i cani, se si accoppiassero semplicemente, senza interferenze umane. Diventerebbero, gradualmente, più simili ai loro predecessori ancestrali?

Infine, i cani sono stati recentemente ri-classificati dallo Smithsonian Institute come Canis lupus familiaris (Wayne, R.K. What is a Wolfdog? solo in inglese), ovvero sono stati messi nella stessa specie del lupo, Canis lupus.
Il cane è, per tutti gli standard scientifici e di storia evolutiva, un lupo addomesticato (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pg 472.). Coloro che insistono nel sostenere che i cani non discendono dai lupi, devono confutare tutte le prove scientifiche che stabiliscono che i lupi sono gli antenati dei cani. E come abbiamo già stabilito, il lupo è un carnivoro. Dal momento che l’anatomia interna e la fisiologia del cane non differiscono da quella di un lupo, i cani hanno le stesse esigenze nutrizionali e fisiologiche dei carnivori predatori, che hanno “la necessità di ingerire tutte le parti principali della loro preda erbivora, tranne i vegetali contenuti nel sistema digerente” per “crescere e mantenere il proprio corpo” (Mech, L.D. 2003. Wolves: Behavior, Ecology, and Conservation). Il mito sulle diete casalinghe discute più ampliamente le “mutate esigenze” canine per gli alimenti cotti.

Cosa possiamo dire sulla tesi secondo la quale i cani possiedono enzimi digestivi più deboli di quelli dei lupi? Alcuni sostengono che i cani non possono essere efficienti come i lupi nel digerire la carne cruda e le ossa. Questo argomento è stato sostenuto da alcune ricerche sui lupi (Mech, L.D. 2003. Wolves: Behavior, Ecology, and Conservation), ma non è generalmente considerato nei loro modelli di studio sui cani. Perché? Dalla bocca all’ano, i cani ed i lupi sono quasi esattamente identici sulla base anatomica e fisiologica. Cosa significa? Che i cani devono essere alimentati con una dieta carnivora per soddisfare le loro esigenze. Cosa importa se non hanno le stesse capacità di digestive dei lupi? Come si giustifica il fatto che sono nutriti con un’alimentazione ancora più difficile da digerire, a base di cibi commerciali e lavorati o cibo cucinato? Come è giustificata una dieta diversa da quelle che si basano sulle prede, che sono state provate a sufficienza dalla natura?

Ma dimentichiamo un attimo le relazioni lupo – cane. Esaminiamo il cane in sè stesso e vediamo ciò che il suo corpo può dirci in merito alla sua dieta. Il cane ha l’anatomia e la fisiologia di un predatore carnivoro, di un cacciatore selezionato per nutrirsi di altri animali. Ha il cranio e la mandibola di un carnivoro: una profonda fossa mandibolare a forma di C che impedisce il movimento laterale della mandibola (quel movimento che è necessario per mangiare vegetali). I muscoli della mascella sono progettati per poter afferrare e frantumare, per poter azzannare, con una mascella che si apre come un’amplia cerniera per facilitare l’ingestione di pezzi di carne e delle ossa. I denti del cane sono appuntiti e specializzati per squarciare, lacerare, tranciare e frantumare carne e ossa. Nella loro saliva mancano le amilasi, gli enzimi responsabili della prima digestione dei carboidrati. Nella loro saliva si trova invece il lisozima, un enzima che distrugge i batteri patogeni. Sono anche provvisti di uno stomaco altamente elastico, progettato per allargarsi, con la capacità di ingerire carne e ossa, con succhi gastrici incredibilmente potenti e molto acidi (il pH è 1). I loro intestini sono brevi e lisci, per spingere la carne rapidamente, in modo che questa non si blocchi e vada a male nell’intestino. Anche la loro anatomia esterna si mostra come quella di un cacciatore. Hanno occhi situati nella parte anteriore del cranio, non ai lati come un erbivoro. Il corpo (prima di ogni manipolazione da parte dell’uomo, come dimensioni e angolazione) è modellato per la caccia, per sopraffare le prede e i suoi sensi sono ben sviluppati per la ricerca delle prede. In fin dei conti, si tratta di un animale progettato per mangiare altri animali.

I cani sono ancora carnivori. Hanno ancora bisogno di carne, ossa ed organi. Loro non possono ancora utilizzare le verdure come utilizzano la carne. I loro bisogni nutrizionali non sono cambiati molto dopo migliaia di anni di addomesticamento. Non hanno bisogno di enzimi supplementari allora? Guardiamo alle piccole quantità di feci esplulse da un cane alimentato con una dieta a crudo, questo indica chiaramente che non vi è alcuna necessità di ulteriori enzimi (sono escluse le patologie che richiedono enzimi extra). La dieta migliore e più digeribile per i nostri carnivori domestici è quella che si basa su una preda intera, costituita da una varietà di carni crude, ossa polpose e carcasse.

© To Rawfed.com – Tradotto da Annakred

Mito 9: I cani sono stati addomesticati da così tanto tempo che ormai si sono adattati a mangiare cucinato
Questo è falso! Si i cani sono stati addomesticati migliaia di anni fa e poi selezionati dall’uomo per taglia, forma e altre caratteristiche. Tuttavia, loro non si sono adattati a mangiare cibo cucinato, come dimostrano i milioni di animali nelle sale d’aspetto dei veterinari con malattie periodontali e alla pelle, tumori, malattie agli organi, diabete, obesità: tutti problemi che hanno un forte legame con i cibi cotti e industriali. No, i cibi cotti non hanno fatto bene ai nostri animali.

Le crocchette (che sono cucinate e anche molto lavorate) ci sono soltanto da un centinaio di anni. Gli adattamenti evolutivi richiedono molto più tempo. I cambiamenti evolutivi, dall’anatomia fino al livello molecolare, necessari per sviluppare delle capacità digestive tanto diverse richiederebbero MOLTO più tempo rispetto a quello che i lupi hanno passato con l’uomo durante l’addomesticazione.

Allora cosa mangiavano gli animali prima dell’avvento dei mangimi? Non ricevevano mai cibo cucinato visto che questo era un bene molto prezioso che nessuno sprecava per un cane (ricordate che i cani non avevano lo stesso ruolo sociale che hanno oggi). Quello che invece ricevevano erano gli scarti, le cose che le persone non mangiavano oppure qualche avanzo. Ma nella maggior parte dei casi i cani si procacciavano il cibo da soli, cercando tra i rifiuti o cacciando piccole prede per integrare quel poco che ricevevano dai padroni.

E prima ancora? I cani-lupi cacciavano insieme agli uomini e vivevano nelle vicinanze degli accampamenti, sapendo che avrebbero mangiato qualsiasi avanzo, come ossa carnose e frattagli (Feldhamer, G.A. 1999. Mammology: Adaptation, Diversity, and Ecology. McGraw-Hill. pag 472). Migliaia di anni fa non si cucinava per gli animali. Perchè si sarebbe dovuto? Gli animali erano perfettamente in grado di procacciarsi il cibo da soli ed erano anche utili per liberarsi di quelle parti della cacciagione che non venivano mangiate. I cani mangiavano quello per cui si erano evoluti e fino agli anni cinquanta (qualcuno dice anche ottanta e novanta) i cani erano considerati dei carnivori quali sono.

Per maggiori informazioni su come il cibo cotto non sia una valida alternativa alla carne cruda, vedete il mito sulle diete casalinghe.

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria

Mito 10: Troppe proteine fanno male a cane e gatto 
Una variante o il sottointeso di questa leggenda metropolitana è “troppe proteine fanno male al rene di cane e gatto“. Oppure “questo mangime è troppo carico” (ma che è?? un camion da trasporto pesante?? Oppure carico come una pistola??) Sostanzialmente FALSO, o almeno non abbiamo studi che certifichino che sia vero. Da dove viene allora questa confusione, che regna sovrana anche fra colleghi?
Pare ovvio rispondere “dalle ditte mangimistiche che ci lavano il cervello”, ma forse è troppo semplicistico. Sicuramente le ditte che producono cibo commerciale hanno più di una buona ragione per non alimentare cane e gatto con diete ad alte % di carboidrati. Prima fra tutte una ragione tecnologica, vale a dire le crocche con meno del 35-40% di carboidrati (non grano, carboidrati) non si possono ancora fare. Gli estrusori hanno bisogno di carboidrati – in effetti una crocca è molto simile per processo produttivo ad uno dei nostri cereali della mattina o ad una patatina fonzie: sono cereali “soffiati”. (Leggi qui per sapere come orientarti nella scelta delle crocche)

Seconda ragione ovviamente sono i costi: 1 kg di materia prima cereali costerà molto meno che 1kg di materia prima proteica al produttore. Per la logica di massimizzazione dei profitti quindi, conviene produrre con meno proteine possibili.

Si, ma questo non spiega perché “si dice che” danneggiano i reni. Per spiegarvelo devo fare una piccolissima premessa sulla ricerca scientifica. Anche se a noi come pazienti e ai medici ancor di più ci piace pensare alla ricerca scientifica come qualcosa di statico, monolitico, inattaccabile e sicuro, un’ancora di salvezza nel mare dei dubbi, la realtà è che la vera ricerca scientifica è fatta di statistica (nella maggior parte dei casi è così) e calcolo delle probabilità, basata su piccoli piccoli mattoncini accumulati poco alla volta. Non è una scienza esatta dove saltano fuori risultati bianchi o neri (ci piacerebbe lo so!).

Alcuni dei piccoli mattoncini della ricerca che ci interessa in questo caso, sono i marker di danno renale. Cosa sono dei marker? sono dei valori misurabili in sangue o urine che sono stati messi statisticamente in correlazione con la progressione dei danni e/o dei segni clinici. Quale è il problema dei marker? che molte volte viene confuso il marker di danno renale con qualcosa che causa il danno. Indovinate a cosa sono legati principalmente i marker di danni renali? Al catabolismo proteico ovviamente!

A partire dagli anni 80-90 sono stati compiuti alcuni studi (pochi, non pensate) su ratti, cani e gatti nefrectomizzati (cioè a cui era stata asportato o distrutto almeno il 75% del parenchima renale per mimare un’insufficienza renale.. poveri! 🙁 ). I dati raccolti sono più o meno questi riassunti: si, nei ratti nefrectomizzati, se noi riduciamo l’apporto proteico, abbiamo una riduzione di quei marker di progressione di danno renale (certo, sono legati al catabolismo proteico!). I risultati nei cani non erano così chiari: aumentano alcuni marker come la velocità di filtrazione glomerulare, ma non altri. Gli studiosi concludevano dicendo che non avevano trovato evidenze per dire che un alto apporto proteico danneggia ulteriormente il rene già malato. E i gatti? Beh, risultati contrastanti, ma negli anni 80 uno studio dimostrava che una dieta con alto tenore proteico non aveva nessun effetto apparente negativo su gatti nefrectomizzati e anzi, aumentava il loro consumo di cibo, fattore essenziale nei pazienti con patologia renale cronica che come sappiamo tendono a mangiare sempre meno.

Come mai questi risultati sono alquanto dubbi? Per diverse ragioni. Certamente uno dei punti problematici è la somministrazione in toto di diete commerciali che avevano sì % diverse di proteine, ma anche altre componenti diverse. In questo caso non è ovviamente possibile “incolpare” le proteine della dieta di alcuni segni clinici. Non solo. Altro problema è l’orrore del danno sperimentale. Gatti nefrectomizzati in laboratorio riflettono la realtà clinica di gatti di casa? (non rispondo e stendo un velo pietoso e di rabbia).

In ogni caso, NESSUNO studio ha mai dimostrato che un’alta % proteica possa in alcun modo danneggiare un organismo, in generale, o il rene, in particolare, di un animale carnivoro. Scrive Andrea Fascetti, diplomata American College Veterinary Nutrition e autrice del libro “Applied Veterinary Clinical Nutrition” :

Come risultato di alcune nuove ricerche, non vi è alcun rinnovato interesse nel ruolo, semmai ci sia stato, della restrizione proteica sulla proteinuria e sulla progressione della malattia renale cronica. Gli effetti della restrizione proteica dietetica sulla proteinuria in cani e gatti con malattia renale cronica non è chiara. […] Non vi è mai stato alcun report sugli effetti della restrizione proteica dietetica e della proteinuria in cani con malattia renale cronica.
Quindi, alla data odierna, non abbiamo dati per dire SE e QUANTO una riduzione proteica possa RALLENTARE la progressione del danno renale una volta che questo sia presente. Di certo non esistono studi che dimostrino che un rene sano di carnivoro venga danneggiato da “troppe” proteine. Al momento attuale, una restrizione proteica viene consigliata dalla scienza, solo nei casi molto avanzati dove sia necessario diminuire la quantità di cataboliti azotati (i prodotti di scarto delle proteine) per limitare la così detta sindrome uremica, dovuta proprio al loro accumulo, e per limitare l’assunzione di fosfati, anche essi dannosi per l’organismo, che un rene molto danneggiato non riesce più ad eliminare. Questi consigli sono formulati però non sulla base di studi scientifici chiari, che paragonino un’alimentazione fresca dove il valore biologico delle proteine è naturalmente più alto di un commerciale (alto valore biologico = meno scarti = meno danno), ma sempre sulla base di alimenti industriali formulati per pazienti renali o meno (stesso problema di prima: alimento in toto vs modifica di una sola variabile).

Insomma… molti condizionali, molti dovrebbe, sembrerebbe che ..e poche certezze! se vi sembra un discorso articolato e complesso, ora capirete perché alcune volte non è così chiaro neanche per colleghi veterinari che magari semplicemente vi consigliano una “dieta commerciale renale” che ha effettivamente dimostrato di migliorare e allungare la vita rispetto a pazienti che mangiano diete commerciali normali. Insomma: siate clementi!

Articolo di Maria Mayer, medico veterinario


Cominciamo prima con il sovraccarico renale causato da un apparentemente eccessivo apporto proteico nei gatti. Questa è un’affermazione dell’industria mangimistica per giustificare additivi scadenti. Sono proprio i gatti ad avere bisogno di proteine nobili e i cereali che sono contenuti in alta percentua- le soprattutto nei croccantini non riescono a essere metabolizzati. Dunque non sono troppe proteine a far male ma troppo poche.
Nelle consulenze sulle allergie nei cani si indica spesso un ap- porto eccessivo di proteine come uno dei fattori scatenanti e si pre- scrivono ai cani mangimi con un basso contenuto proteico, se non addirittura vegetariani. Non può andar bene e non va bene. Ancora una volta: le proteine scadenti possono scatenare allergie. Ciò non accade se si assumono proteine nobili (a meno che non ci siano altri fattori scatenanti). Per il cane è davvero pericolosa l’alimen- tazione esclusivamente vegetariana, che talvolta viene consigliata dai veterinari. Esistono addirittura cibi dietetici vegetariani che si possono acquistare direttamente negli ambulatori. Con quest’ali- mentazione altamente monotona si hanno carenze di proteine e fosforo. Un cane alimentato per lungo tempo in tal modo soffre di atrofia muscolare ed eczemi. La flora batterica intestinale dei cani non è fatta per digerire cibo vegetariano e per trasformarlo in massa muscolare, cosa per loro necessaria. Lo possono fare solo gli erbivo- ri, il cui intestino è decisamente più lungo di quello dei carnivori e che posseggono anche rumini in grado di digerire correttamente le fibre vegetali. I carnivori, invece, hanno un intestino breve e una flora batterica intestinale adatta alla digestione delle proteine animali. Non si può fare di un cane una mucca, così come una mucca non è carnivora. Pensiamo allo scandalo del morbo della mucca pazza (BSE): in questo caso si sono alimentati dei ruminanti con farine animali. Le conseguenze le conosciamo tutti. Per questo un cane resta un cane e una mucca resta una mucca!

Tratto da “Il libro nero dei veterinari” di Jutta Ziegler, medico veterinario

Mito 11: Il cane ha bisogno di carboidrati nella dieta

La realtà è che i cereali sono molto più economici delle materie prime di origine animale. Per questo ci vogliono convincere che i nostri animali domestici hanno assolutamente bisogno di carboi- drati come riso, pasta, mais ecc. I carboidrati servono solo all’in- dustria mangimistica, non agli animali. I gatti possono trarre tutto il loro fabbisogno energetico dalle proteine animali e anche i cani non hanno bisogno di carboidrati. I cani alimentati esclusivamente con mangime secco sviluppano una flora batterica intestinale che nel tempo si adegua, o meglio, si deve adeguare, a carboidrati facil- mente digeribili. Questa flora batterica è un ambiente favorevole per lieviti e batteri, che non dovrebbero affatto trovarsi nel “normale” intestino di un cane. In questo modo insorgono disturbi digestivi sotto forma di diarrea o un’elevata predisposizione a determinate malattie. Prima o poi l’intestino, che funge da barriera tra le sostan- ze tossiche e l’organismo, non riesce più a svolgere le sue funzioni. Il sistema si ribalta e arrivano le malattie. In un’alimentazione a base di carboidrati, le tossine e i batteri prendono il sopravvento e rilasciano sostanze dannose che creano dipendenza. Queste, a loro volta, pos- sono appunto scatenare voglie fameliche di carboidrati. Per mante- nere in salute la flora batterica intestinale e dunque il cane stesso, si dovrebbe rinunciare quasi completamente ai carboidrati!

Tratto da “Il libro nero dei veterinari” di Jutta Ziegler, medico veterinario


COSA SONO I CARBOIDRATI?
I carboidrati (o glucidi) sono nutrienti prodotti dai vegetali, si dividono in solubili (zuccheri), insolubili (amidi) e fibre, e tra semplici (mono e oligosaccaridi) e complessi (polisaccaridi).

IN CHE FORMA SONO PRESENTI NEI CROCCANTINI?
Troviamo carboidrati in tutti i croccantini in commercio, soprattutto sotto forma di amidi ma anche sotto forma di zuccheri semplici, spesso utilizzati come conservanti e appetizzanti, e sotto forma di fibre, che sono indigeribili per i cani, ma in piccole quantità aiutano i processi digestivi, favorendo le fermentazioni operate dai microrganismi e la motilità intestinale.

PERCHE’ VENGONO UTILIZZATI NEI CROCCANTINI?
I carboidrati vengono utilizzati dalle aziende mangimistiche fondamentalmente per due motivi: sono una fonte di energia molto più economica delle proteine delle carni o dei grassi di qualità e aiutano i processi industriali di formazione dei croccantini.
Un grammo di carboidrati fornisce circa la metà delle calorie di un grammo di grassi, costando molto meno della metà, e fornisce circa le stesse calorie di un grammo di proteine, costando anche dieci volte meno. Ne consegue che, nell’ottica formulare una composizione che fornisca un adeguato livello di energia assimilabile, è molto più economico utilizzare i carboidrati piuttosto che altro. Ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che una dieta bilanciata per un cane non possa contenere troppi grassi e che, utilizzando i carboidrati come fonte di energia, si lascia che le proteine svolgano le loro attività principali (funzioni plastiche, metaboliche, ormonali, immunitarie, logistiche, etc) senza doverle utilizzare per scopi energetici (gluconeogenesi).
I carboidrati sono anche utili industrialmente perché senza di loro sarebbe difficile e dispendioso, se non impossibile, produrre croccantini che rimangano compatti senza sfaldarsi o sbriciolarsi.
Infine, ulteriori motivi per cui i carboidrati sono utilizzati dalle industrie mangimistiche sono rappresentati dal fatto che sono ampiamente disponibili, facilmente reperibili e garantiscono una lunga conservazione.

SONO NECESSARI AL CANE?

I carboidrati non sono necessari nella dieta di un cane in quanto il nostro amico a quattro zampe è in grado di metabolizzare gli aminoacidi e il glicerolo presenti nelle proteine e nei grassi. Il cane non ha bisogno di amidi e zuccheri per rimanere in vita e godere di ottima salute ed è alto il rischio che un sovradosaggio porti a conseguenze spiacevoli dal punto di vista sanitario, come approfondiremo più avanti. E’ utile ricordarci che il cane è più carnivoro che carbivoro! Tutto ciò non vuol dire però che non possa digerirli: in dosi moderate e magari a seguito di cottura, i carboidrati vengono agilmente digeriti dai cani nell’intestino tenue.

QUALI SONO I RISCHI DI UN SOVRADOSAGGIO?
Croccantini con un’alta concentrazione di carboidrati nella composizione possono, alla lunga, causare o favorire:
Artrite: l’assuzione di troppi carboidrati può incidere in modo diretto (biochimicamente) o indiretto (meccanicamente) sull’insorgenza e lo sviluppo di questa patologia.
Cancro: il glucosio funge da fonte di energia per la crescita delle cellule neoplastiche e favorisce la selezione di cloni cellulari maligni.
Diabete mellito: insorge a seguito di una produzione inadeguata di insulina da parte delle cellule insulari del pancreas. L’insulina consente al glucosio di transitare nelle cellule ed una sua carenza porta a iperglicemia e glicosuria.
Malattie cardiovascolari: l’assunzione di cibi ad elevato indice glicemico porta ad un aumento dei trigliceridi, coinvolti in tutti i problemi cardiovascolari degenerativi.
Obesità: Questo stato è molto comune nei cani moderni ed i carboidrati svolgono un ruolo primario per il suo sviluppo. Essendo una fonte di grande energia, bisognerebbe porre molta attenzione sull’apporto di carboidrati nella dieta di un cane: tutta l’energia incamerata e non consumata farà prendere peso al cane.
Problemi dentali: I batteri del tartaro prosperano sui carboidrati, possono attaccare le parti molli (gengive) tanto quanto le parti dure (radici e smalto dei denti) e possono portare ad infezioni alla bocca; queste infezioni possono poi diffondersi in tutto il corpo, portare ad infezioni secondarie e alla produzione di tossine nocive per l’organismo.

Articolo tratto da Ti Presento i croccantini

Mito 12: Mangiando la carne cruda il mio cane prenderà i parassiti. 

Si, ci possono essere dei parassiti nella carne cruda. Ma se voi comperate la carne per il consumo umano il rischio dei parassiti è molto basso. La maggior parte dei parassiti non sono un vero problema e si possono affrontare con sicurezza se avete un cane in buona salute. Quelli che sono contro le diete a crudo usano i parassiti come tattica per spaventare le persone, dicendogli che il loro cane morirà se mangia carne cruda a causa di qualche strano parassita. Ovviamente evitano di dire che le probabilità di trovare dei parassiti nella carne per il consumo umano è molto bassa. E non dicono neanche che i più mortali di questi parassiti si trovano in genere nella placenta di pecore infette o nei vitelli nati morti. La soluzione è semplice: non date questa carne al vostro cane. Se vi sembra che il vostro cane abbia dei parassiti, fate un’esame delle feci o del sangue. É possibile sverminare un cane sia con sistemi naturali che allopatici (i sverminatori a base chimica). Ma in linea generale un cane con un buon sistema immunitario è in grado di affrontare un parassita ancora prima che possa insidiarsi. I parassiti odiano gli ospiti in salute. Congelare la carne aiuta ad uccidere molti parassiti (ad esempio quello che si trova nel salmone e che può essere mortale per il cane. Congelare la carne cruda di salmone, trota e simili per almeno 24 ore prima di servirla basta per uccidere il parassita. Il salmone cotto non contiene il parassita). Se scegliete la carne con cautela, i parassiti non sono un problema. Se usate salmone fresco o selvaggina, è raccomandabile di congelare la carne a basse temperature per almeno 24 ore nel caso del pesce e 1 mese nel caso della selvaggina. Non cadete nella trappola dei parassiti e dei batteri. Il suggerimento di cucinare la carne è altrettanto pericoloso! É il cibo cotto a causare problemi al sistema digerente del cane e che porta a quelle carenze nutrizionale che i veterinari attribuiscono alle diete a crudo (nella realtà queste carenze sono legate alle diete cotte, visto che la cottura distrugge molti nutrienti importanti). Questo problema è trattato nel mito sulle diete casalinghe.

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria


I cani e i gatti sono insensibili alla salmonella e agli altri batteri perché hanno l’intestino molto corto, motivo per cui gli alimenti possono passare velocemente. Anche in questo caso vale il principio secondo cui un animale nutrito con carne cruda possiede una flora batterica intestinale molto più aggressiva, contro la quale i batteri non possono nulla. Inoltre, anche le prede in natura non sono prive di batteri, al contrario. Rispetto ai topi e alle altre prede, la carne del supermercato è quasi sterile. Naturalmente esiste un minimo pericolo teorico di contagio con la salmonella, ma «Solo in presen- za di affezioni che riducono la resistenza (ad esempio infestazioni di parassiti, infezioni virali, interventi chirurgici) i ceppi virulenti possono moltiplicarsi e dopo un periodo di incubazione da due a sette gironi possono sviluppare le loro caratteristiche patogene, cioè quelle che portano ad ammalarsi» (da Le malattie dei gatti, edizioni Vera Schmidt e M.Ch. Horzinek).
Questo pericolo è dunque trascurabile. Nella mia trentennale esperienza non ho mai visto un gatto per il quale ci fosse il seppur minimo sospetto di salmonellosi. Io stessa do da mangiare ai miei gatti carne cruda di volatili, bovino e suino, senza che questi si sia- no mai ammalati di salmonellosi. Per coloro che comunque continuano ad avere dubbi, c’è sem- pre la possibilità di surgelare la carne. In questo modo i batteri della salmonella vengono annientati con certezza. Anche il pericolo di infezione con il cosiddetto virus Aujesky attraverso il consumo di carne suina è davvero minimo, perché tale virus non è più presente da noi da almeno trent’anni. Non sono a conoscenza di alcun gatto che si sia infettato con il virus Aujesky in seguito all’assunzione di carne suina. Chi, comunque, teme che quella comprata al super- mercato non provenga dai paesi dell’Unione Europea, può sempli- cemente prendere la carne da un contadino bio.
Per rendere insicuri i proprietari di animali e presentare come più “appetibile” il cibo industriale, si ingigantiscono anche i più piccoli potenziali pericoli. Però, la probabilità per i nostri animali di ammalarsi gravemente consumando alimenti industriali è molto più elevata rispetto a quella di ipotetici batteri o vermi nella car- ne cruda. Io definisco questo come puro allarmismo, per fare in modo che i cibi industriali risultino più attraenti e sembrino più sani rispetto a una naturale alimentazione a crudo. Durante la mia esperienza ho trattato un numero infinito di pazienti che proprio a causa dei cibi industriali si sono seriamente ammalati.

Tratto da “Il libro nero dei veterinari” di Jutta Ziegler, medico veterinario

Mito 13: I batteri nella carne cruda fanno male al mio cane

Si, i batteri della carne potrebbero fare male al vostro cane SE lui ha un sistema immunitario indebolito oppure degli altri problemi di salute. Le diete a crudo vengono anche accusate di danneggiare il pancreas e i reni, quando in realtà questi problemi sono già presenti e vengono solo messi in evidenza dal cambio di dieta. Il cane è ben equipaggiato contro i batteri. La sua saliva ha proprietà antibatteriche. Contiene infatti il lisozima, un enzima che distrugge i batteri pericolosi. Il tratto digerente è corto e fa transitare il cibo e i batteri velocemente senza che questi abbiano il tempo di proliferare. L’ambiente molto acido del sistema digerente è anche un buon deterrente contro la colonizzazione dei batteri. La gente spesso ripete che nelle feci dei cani c’è la salmonella (anche in quella dei cani che mangiano le crocchette) senza che questi mostrino dei sintomi della malattia, come prova del fatto che il cane è infettato di salmonella. Nella realtà questo prova soltanto che il cane è in grado di far passare la salmonella attraverso il suo sistema digerente senza problemi. Si, il cane può quindi essere un veicolo per la salmonella, ma la soluzione è semplice: non mangiate le feci del vostro cane e pulitevi le mani dopo che le avete raccolte. Anche nelle feci dei cani che mangiano crocchette si trovano regolarmente la salmonella e altri batteri. La maggior parte delle gravi setticemie riguarda animali che mangiano crocchette oppure animali con delle brutte reazioni ai vaccini. Le ditte di mangimi sono state più volte tirate in causa per casi di batteri e muffe che producono tossine mortali. La soluzione? Usate il buon senso. Tenete pulito e lavatevi le mani. E pensate al vostro cane: un animale che si lecca e lecca altri animali, mangia cose disgustose e putrescenti, mangia le proprie feci o quelle di altri animali senza avere problemi. Il cane, puro e semplice, è in grado di affrontare i batteri meglio di noi. Può il cane ammalarsi a causa dei batteri? Io penso di si. Tuttavia è molto raro e in genere indice di qualche altro problema, soprattutto se si pensa con quanti batteri il cane entra in contatto ogni giorno. Bisogna chiedersi “Perchè questo cane? Perchè proprio oggi? Cosa ha reso questo cane particolarmente suscettibile ai batteri?”. Qualcosa non va nella salute di questo cane: un cane in salute non si ammala di infezioni batteriche o di setticemia. Si tratta solo di buon senso. Un cane affetto da un “avvelenamento da salmonella” non è chiaramente sano, soprattutto se lo si mette a confronto con un cane che mangia lo stesso cibo ma che è perfettamente sano. Il primo cane ha subito un “calo” nel suo sistema immunitario che ha permesso ai batteri di diventare un problema. Per utilizzare la terminolgia della medicina omeopatica, questo è solo un ulteriore sintomo che l’animale soffre di una malattia cronica (per maggiori informazioni andate a questa pagina http://rawfed.com/vax/vax.html solo in inglese). Io ribadisco che sono le crocche, e non la carne cruda, a creare problemi con i batteri. Non solo le crocche irritano l’intestino ma forniscono anche un ambiente umido e caldo pieno di zuccheri non digeriti e amidi che sono cibo per i batteri. Questo spiega come migliaia di animali che mangiano mangimi soffrono di una malattia chiamata Small Intestinal Bacterial Overgrowth in breve SIBO (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones. pag 85). Al contrario le ossa carnose creano un ambiente molto ostile per i batteri, dato che sono facilmente digeribili e non contengono carboidrati, amidi e zuccheri che nutrono i batteri. I cani che mangiano carne cruda possono infettare gli altri cani? Questo potrebbe eventualemnte succedere se gli altri cani hanno il sistema immunitario compromesso oppure altri problemi. Ma tenete a mente le quantità enormi di batteri che i cani ingeriscono, per non parlare della placca che ricopre i denti di quelli che mangiano le crocchette. La gente si ricorda di come i cani che mangiano carne cruda fossero gli unici che non si sono ammalati di una qualche strana malattia durante un’esposizione canina e quindi assume che questi cani abbiano contagiato tutti gli altri. Una spiegazione più plausibile è invece che i cani che mangiano carne cruda hanno un sistema immunitario migliore e sono quindi meglio equipaggiati contro le malattie comuni che circolano nelle esposizioni canine (e magari sono stati vaccinati meno rispetto ai cani che mangiano crocchette, il che fornisce un sistema immunitario più forte). Per saperne di più su come i mangimi possono sopprimere il sistema immunitario, vedete il libro Raw Meaty Bones. Qualche ultimo commento su carne cruda e batteri.. Questo ad esempio è quello che succede nel mondo “sterile” delle crocche:: Anche la carne e i suoi derivati che non sono per il consumo umano, come ad esempio tessuti non commestibili, carcasse intere o parti di carcasse di animali non utilizzabili (quelli trovati morti, moribondi o malati al momento della macellazione) vengono usati per fare i mangimi. Vista la natura di questa carne e le minori esigenze di lavorazione, rispetto a quella per il consumo umano, questi prodotti potrebbero contenere alti livelli di batteri (LeJuene, J.T. e D.D. Hancock. 2001. Public health concerns associated with feeding raw meat diets to dogs. Journal of the American Veterinary Medical Association, 219(9): 1222.) E a proposito del fatto che i mangimi sarebbero liberi dai batteri (una credenza molto diffusa tra le persone che bocciano le diete a crude a causa dei batteri):: I mangimi e le diete casalinghe forniscono un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri (LeJuene, J.T. e D.D. Hancock. 2001. Public health concerns associated with feeding raw meat diets to dogs. Journal of the American Veterinary Medical Association, 219(9): 1224.) Quindi non pensate che i mangimi siano una fonte di cibo priva di batteri! Gli amidi, i grassi rancidi e gli zuccheri presenti nelle crocchette forniscono una fonte di cibo per i batteri migliore delle proteine nella carne cruda. Per maggiori informazioni sulla salmonella e gli animali che mangiano carne cruda, leggete QUI (serve AdobeAcrobat Reader, solo in inglese).

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria

Mito 14: Gli animali nutriti con carne cruda sono un rischio per la salute umana?

Questo mito è reso possibile dalla paura patologica della nostra società per i batteri. Su questa terra esistono milioni di batteri, ma quelli nocivi sono meno dell’1%. I media e l’intera società nel suo insieme hanno criticato i batteri, li hanno dipinti come un male, una “Nemesi” da disintegrare con disinfettanti, antibatterici e inutili vaccini. In questo modo si sono evoluti dei super-batteri e dei “super-virus” resistentissimi, anche grazie ad un uso improprio degli antibiotici e alla pletora di saponi e prodotti antibatterici. I biologi studiosi dello sviluppo hanno recentemente appreso che per lo sviluppo di un sano sistema immunitario l’esposizione batterica è, in aggiunta ad altri fattori, assolutamente necessaria. L’uomo e il cane si sono evoluti in presenza di batteri, mentre la ricerca di un ambiente totalmente sterile ha creato più danni che benefici. Ma perché quest’argomento interesserebbe le diete a crudo?

I critici della dieta a crudo usano questo mito come motivo per scoraggiarne l’utilizzo. Sì, ci sono dei batteri nella carne cruda. Sì, i batteri possono danneggiarti. Sì, talvolta i batteri si annidano nelle feci dei cani. Quindi, se un cane alimentato con carne cruda ti lecca, ti ammalerai? Suppongo che tutto sia possibile, ma in linea generale NO, non ci si ammala. Questi batteri non sopravvivono molto nella bocca di un cane che mangia carne cruda. La saliva dei cani contiene lisozima, un enzima battericida, ma soprattutto una bocca senza placca non è un luogo ospitale per i batteri. Al contrario, la bocca di un cane nutrito con crocchette è un ambiente perfetto per la crescita dei batteri: i denti coperti di placca e di complessi amidacei e zuccherini forniscono cibo e rifugio per i batteri. I batteri prosperano nella bocca di un cane nutrito con crocchette in quanto possono trovarci un habitat perfetto e una buona fonte di cibo (T. Lonsdale, 2001. Raw Meaty Bones). Perché un cane alimentato a croccantini ha un alito terribile? A causa dei batteri sulle gengive e sui denti (anche nella nostra bocca i batteri provocano alitosi). La bocca di un cane nutrito a crudo non fornisce né cibo, né un ambiente vitale per i batteri, per questo i cani nutriti con carne cruda hanno un alito “leggero”, quasi inodore. Quindi da quale cane potresti contrarre più facilmente una malattia? Personalmente sarei più preoccupato della bocca puzzolente e piena di batteri di un cane nutrito a crocchette. Se si è ancora preoccupati dalle leccate dei cani nutriti a crudo, ci sono varie soluzioni: o si insegna al cane a non leccare, o si evita di essere leccati. Ma se il vostro sistema immunitario è sano, essere leccato da un cane può solamente migliorarlo. Questo vale anche per i bambini: essere leccati aiuterà a migliorare il sistema immunitaro e aiuterà a trasformarli in adulti sani e felici.

Per evitare i batteri che si depositano nelle feci, basta non mangiare pupù di cane e lavarsi le mani dopo aver nutrito il tuo cane o dopo aver raccolto le sue feci. La carne cruda destinata al tuo cane va manipolata come quella che cucini per te (infatti potresti ammalarti anche mangiando carne cruda o non lavandoti le mani dopo averla toccata: gli esperti pensano veramente che le persone non conoscano le regole d’igiene basilari? Sembra proprio così). Se avete bambini, insegnategli a non mangiare pupù di cane e pulite immediatamente dopo che il cane ha defecato, così non dovrete preoccuparti. I batteri sono praticamente ovunque. Ci sono più probabilità di ammalarsi a causa delle proprie di feci o usando un bagno pubblico. Non c’è bisogno di preoccuparsi del fatto che il cane sparge batteri per casa, i batteri prolificano già in abbondanza in tutta la casa, quindi quelli sparsi dai cani sono trascurabili. Migliaia di persone, anche se soffrono di immunodepressione, nutrono i propri cani con carne cruda senza problemi, anzi sviluppano un sistema immunitario più forte.

Molti criticano le diete a crudo in quanto sarebbero un grave rischio per la salute delle persone immunodepresse e per le persone con disturbi auto-immuni. Stranamente sono proprio le persone che soffrono di questi problemi a rendersi conto di quanto sia importante il ruolo della dieta nel rafforzare il sistema immunitario. Basta un rapido giro sul gruppo “Rawfeeding” di Yahoo! per leggere che ci sono non poche persone che soffrono di un disturbo auto-immunitario, ma alimentano comunque i propri cani da anni con carne cruda senza problemi.

Le persone che criticano queste diete (veterinari compresi) tentano di convincerci che chi ha il sistema immunitario compromesso (ma anche la maggior parte delle altre persone) non è in grado di maneggiare correttamente la carne cruda e lavarsi dopo. La soluzione che viene proposta “Non nutrire il tuo cane con carne cruda ed ossa polpose” è assurda (pensano che non siamo in grado di mettere in atto le regole d’igene basilari e che non siamo in grado di alimentare i nostri cani perché ci manca una laurea in nutrizione animale) e ignora la più logica delle soluzioni: bisogna avere una buona igiene e utilizzare le stesse precauzioni che si utilizzano nella preparazione della propria carne. Non è così difficile, onestamente. Le persone che proclamano a gran voce questi “rischi seri per la salute” sembrano pensare che la gente sia incapace di a) nutrire il proprio cane in maniera adeguata e b) pulire dove si è sporcato. Basta pulire bene il tagliere e gli utensili adoperati, e infine lavarsi le mani. Nutrire il cane (sia all’esterno che all’interno) su un telo di plastica, tipo tovaglietta, riutilizzabile e lavabile quando necessario.

Oppure date da mangiare al vostro cane nella gabbietta o su una superfice facilmente lavabile. Insegnando al cane a mangiare in posto preciso, non si dovrà più temere che sparga batteri in giro per la casa. Se i batteri vi ossessionano ancora basta pulire la bocca, le zampe, ecc. del cane con un leggero, naturale, sano antibatterico: l’aceto diluito. Onestamente, se si segue una buona igiene, i batteri non sono un problema. Bisogna ricordare che quando si ha un cane si condivide la vita con un animale che si lecca il posteriore e mangia la popò, prima di leccarci la faccia.

Un eccellente articolo sul rischio di infezione da salmonella e gli animali nutriti a crudo, è disponibile qui http://k9joy.com/dogarticles/doghealth01salmonella.pdf (solo in inglese, è necessario Adobe Acrobat Reader)

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Mito 15: L’alimentazione casalinga è un’alternativa migliore e sicura rispetto all’’alimentazione cruda

Questa è una argomentazione molto diffuso: invece di dare del magime, perchè non usare una dieta casalinga? I sostenitori di questa dieta vogliono farci credere che in questo modo si evitano tutti i “pericoli” legati alla carne cruda, come le ossa e i batteri. Ma queste diete sono davvero un’alternativa valida? A parte che le ricette sono molto complicate, ci sono diversi aspetti delle diete casalinghe che possono essere un problema. Il Dr. Tom Lonsdale si occupa di questo in maniera approfondita nel capitolo 4 del suo libro Raw Meaty Bones, ma io lo tratterò qui brevemente. Prima di tutto la cottura altera le proteine, vitamine, grassi e minerali presenti negli alimenti. Questa alterazione può rendere alcuni alimenti più facilmente assimilabili, altri meno. La cottura può alterare i grassi fino a renderli tossici e cancerogeni (ASNS 2004. Meat Consumption Patterns and Preparation, Genetic Variants of Metabolic Enzymes, and Their Association with Rectal Cancer in Men and Women. Journal of Nutrition 134:776-784), mentre le proteine possono essere alterate fino a scatenare reazioni allergiche, cosa che non succede con le proteine crude (Clark, W.R. 1995. Hypersensitivity and Allergy, in At War Within: The double edged sword of immunity, Oxford University Press, New York. pag 88.). Se un animale è allergico al pollo o al manzo, è probabile che si tratti della carne cotta e non cruda. In secondo luogo, al cibo cotto mancano tutti i vantaggi di quello crudo. Manca di vitamine, minerali e enzimi, visto che la cottura distrugge molti di questi componenti (un’eccezione sono ad esempio broccoli e pomodori leggermente cotti al vapore, ma non sono un cibo adatto ad un carnivoro!). La cottura fa diminuire la disponibilità di componenti chimici importanti e li rende meno assimilabili per l’animale. Questo spiega perchè nei mangimi industriali tali componenti debbano essere aggiunti e anche perchè nelle diete casalinghe si utilizzano una grande varietà di integratori — in aggiunta a molti ingredienti non molto idonei! É possibile aggiungere vitamine e minerali in un pasto cucinato, ma trovare il giusto equilibrio è molto difficile. Vitamine e minerali sintetici spesso non hanno la stessa struttura tri-dimensionale della forma naturale, il che significa che la loro efficienza e disponibilità sono inferiori. Questo viene compensato con dosi massiccie di integratori, che possono portare a inibire l’assimilazione di altre vitamine e minerali necessari all’organismo. Ad esempio, un accesso di calcio inorganico riduce l’assimilazione di ferro, rame, iodio e zinco (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones. Pag. 88). Se date al vostro cane una dieta casalinga, siete sicuri di fornigli tutto quello di cui ha bisogno visto che la maggior parte dei nutrienti essenziali vengono distrutti dalla cottura? In pratica, quando cucinate dovete considerare quante vitamine e minerali sono andati distrutti (il che sottintende che sappiate le quantità originali) e quanti integratori dovete dare. A questo punto avete un altro problema: nessuno sa con certezza quali siano i reali fabbisogni di vitamine e minerali del tuo cane o gatto. Noi sappiamo solo i valori massimi e minimi calcolati per un periodo di 6 mesi e non per molti anni. Inoltre, come facciamo ad essere sicuri che i ricercatori abbiamo scoperti tutti i nutrienti necessari ai nostril animali? La ricerca è ancora in corso (ad esempio Eukanuba aggiunge acidi grassi ai propri prodotti; questi sono presenti nella carne cruda, quindi un cane che mangia carne cruda riceve livelli adeguati di acidi grassi) e siccome la cottura distrugge minerali, vitamine e enzimi i ricercatori potrebbero non individuare degli elementi importanti. Con i cibi cotti i nostri animali potrebbero non ricevere questi nutrimenti “sconosciuti” mentre questo non succede con il cibo crudo. La mancanza di vitamine e minerali nella dieta di un carnivoro viene così bilanciata con l’aggiunta di verdure, cereali e latticini. Vengono create ricette complicate che vanno a formare una vasta gamma di cibo per cani e gatti che deve essere cucinato, frullato, etc. in modo che il cane riceva una giusta alimentazione. Ancora una volta, il nostro carnivoro è obbligato a mangiare una dieta da onnivoro per ottenere quella giusta alimentazione che si potrebbe avere molto più semplicemente con una dieta di ossa carnose e frattaglie. Semplicità e perfezione sono sostituite da complessità e imperfezione. Se serviti come parte di una dieta a base di prede intere (ad esempio un coniglio), i cibi crudi contengono il perfetto equilibrio di vitamine e minerali (Lonsdale, T. 2001. Raw Meaty Bones. Capitolo 4.). I cibi crudi contengono anche proteine e nutrienti inalterati con un assimilabilità molto elevata. In particolare, carcasse e ossa carnose contribuiscono a pulire i denti , cosa che non succede con le diete casalinghe. I batteri che causano le malattie della bocca vengono rimossi da denti e gengive, mentre un cane che mangia una dieta casalinga ha quei batteri nella bocca, che infatti formano degli strati di placca causata dai cereali cotti, verdure e proteine della carne. Alcuni usano le ossa del manzo per tenere i denti puliti ma continuano a dare una dieta casalinga. Questo è meglio delle crocchette? Certamente! Ma è il meglio? Quelli che seguono le diete a crudo dicono di no. Per maggiori informazioni sulle differenze tra diete casalinghe e a crudo potete vedere il famoso studio di Pottenger sul gatto: http://www.nutritionreallyworks.com/Pottengers-cats.html (solo in inglese) http://www.price-pottenger.org/Articles/PottsCats.html (solo in inglese)

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Mito 15:  La carne cruda renderà il mio cane aggressivo Che cosa vuol dire esattamente? In che modo nutrire un cane nella maniera appropriata lo renderebbe aggressivo e assetato di sangue? Il cane è un carnivoro predatore per natura. Un cane che rincorre delle cose (con o senza l’intenzione di ucciderle) è soltanto quello che dovrebbe essere: un cane. Dare della carne cruda non trasformerà il vostro cane in una sorta di animale maligno che attacca qualsiasi essere vivente in movimento. Le persone fanno fatica a capire che il cane è un carnivoro predatore. É nella loro natura avere “gusto per il sangue”. É nella loro natura di cacciare per mangiare. Il cane ha BISOGNO DI CARNE nella dieta, è un carnivoro!! Con l’addomesticazione del bestiame e l’introduzione di animali domestici più piccoli, la caccia e la predazioni sono diventate caratteristiche non desiderabili. L’uomo ha così selezionato dei cani che potessero convivere con il bestiamo ma che mantenessero abbastanza istinto di predazione per mansioni come il riporto e la gestione del gregge. Questo spiega perchè i cani rportano la pallina e rincorrono giochi e animali che si muovono rapidamente. É interessante notare come le razze da pastore siano convissute pacificamente con gli animali del gregge senza predarli o ucciderli, sebbene queste siano state nutrite con le ossa e la carne proprio di quegli animali a cui facevano la guardia. Il cane è per natura un predatore e insegue gli animali perchè è nella sua natura comportarsi in questo modo e non perchè è aggressivo o è attratto dal sangue da un punto di vista umano. Dare carne cruda non cambierà niente. Se il cane è soddisfatto con la carne e le ossa che riceve a casa, perchè dovrebbe andarsene in giro ad uccidere animali? Non ne ha bisogno. Se un cane lo fa nonostante sia nutrito in maniera appropriata, è più probabile che il problema sia nel rapporto cane-padrone o che abbia a che fare con qualche vaccinazione, piuttosto che essere legato alla dieta (c’è solo un’eccezione che verrà discussa più avanti). Si può insegnare al cane a non inseguire o uccidere altri animali. Il cane dovrebbe rispettare la leadership del padrone e dovrebbe essere in grado di controllarsi (sebbene con alcune razze -come quelle da caccia e i terrier – e con alcuni cani con molto istinto della preda, questo può essere difficile nonostante l’alimentazione. Ogni cane è diverso: alcuni avranno un istinto molto forte, altri non sono per niente interessati agli oggetti in movimento). Le persone preferiscono dare la colpa all’alimentazione (alla carne dentro le crocchette) piuttosto che ammettere che la loro negligenza nel relazionarsi con il loro cane ha portato alla morte di un altro animale, oppure che il vaccino somministrato con tanto amore (lo fanno tutti giusto?) abbia fatto del male al loro cane e causato il comportamento di “predazione per divertimento”. Si l’idea che “i cani che mangiano carne cruda vanno in giro ad uccidere” è molto diffusa, nonostante molti animali che mangiano mangimi vanno comunque in giro a cacciare e uccidere animali. Questo collegamento è stato aiutato dalla “scoperta” che il cane è onnivoro (che non è vero! Guardate il mito su questo argomento). Quando un cane mangia una dieta inappropriata, a base di cereali, senza dubbio reagirà ancora di più verso un’alimentazione appropriata, al contrario di un cane che invece viene nutrito regolarmente in maniera corretta (con carcasse crude). Questo vuol dire ad esempio che se un cane mangia carne cruda ogni tanto e crocchette la maggior parte delle volte potrebbe cercare di procassiarsi da solo della vera carne invece di quelle crocchette. In questo senso allora si può dire che il cane ha sviluppato un “gusto per la carne” – un gusto per il cibo vero che dovrebbe mangiare. Ma se il cane fosse nutrito nella maniera giusta, non dovrebbe cacciare da solo! In più che è un cane, quindi la predazione è nella sua natura! Questo vuol dire che la carne cruda renderà il tuo cane aggressivo e che quindi attacherà bambini e altri animali? Certo che no! Ci sono migliaia di persone che aggiungono carne cruda alle crocchette del loro cane e non hanno nessun problema di aggressività. Ma se aggiungete della carne cruda alle crochette, perchè non eliminarle del tutto? Con una dieta tutta naturale, il cane non ha bisogno di cercarsi la carne da solo. Inoltre, le massicce dosi di carboidrati e gli integratori e conservanti presenti nei mangimi hanno un impatto negativo sul vostro cane. Molte persone hanno notato che i cani in precedenza aggressivi e iperattivi si sono calmati molto passando ad una dieta più naturale (andate alla newsletter di Raw Meaty Bones di luglio 2005 http://secureshop.rawmeatybones.com/newsletter/view.epl?id=36 e scendete fino a DOG BITES)(solo in inglese). Le persone fanno in fretta a colpevolizzare una dieta fatta di carne piuttosto che cercare altre cause. Il cane caccia regolarmente? Perchè il cane ha la possibilità di farlo? Perchè il cane sente la necessità di farlo? Il cane rispetta la figura del padrone? Cosa mangia il cane di solito? La predazione aumenta dopo una vaccinazione (in particolare l’antirabbica)? La predazione cambia con l’alimentazione o rimane costante? Cosa caccia il cane e quanto spesso? Può trattarsi di un problema comportamentale oppure in relazione a qualche fattore specifico (è ovvio che un cane lasciato a se stesso sarà più propenso a questo comportamento)? Ci sono delle questioni di temperamento (alcuni cani attaccano il bestiamo o uccidono per divertimento, indipendentemente dalla dieta) oppure legate ad un vaccino (vaccinosis)? É stato proprio l’uomo a etichettare l’istinto predatorio come sconveniente e da evitare. Ci aspettiamo quindi che i nostri cani esibiscano solo quei comportamenti deliziosi che ci fanno comodo, agendo quindi come piccoli umani con la pelliccia. Ma quando il cane si comporta in linea con il comportamento canino, alcune persone se la prendono e pensano che il cane non sia equilibrato oppure cattivo. Non analizzano il problema e non insegnano al cane a comportarsi correttamente oppure non cercano di curare i problemi causati da una vaccinazione (ad esempio l’aumento di aggressività) con rimedi omeopatici, con la conseguenza che il cane sarà rilegato in giardino o portato in canile. Oppure queste persone non vogliono perdere tempo a dare una dieta a crudo o a lavorare sul rapporto con il proprio cane, condannandolo in questo modo ad una salute mediocre o ad avere un rapporto sbagliato costellato di problemi. Questo perchè sono troppo egoiste per investire il tempo necessario per migliorare la salute del cane e il rapporto con lui. Ci sono migliaia di cani che mangiano carne e ossa crude senza problemi. Questi cani convivono pacificamente con bambini, gatti, conigli e bestiame senza neanche avere  un pensiero “aggressivo”. I cani da pastore che mangiano carne cruda non attaccano le pecore! I cani che mangiano carne cruda non hanno bisogno di cacciare per aggiungere alla propria dieta del cibo vero. Loro lo stanno già mangiando del cibo vero. E per quanto riguarda i cani che mangiano sia crocchette che carne cruda: è come far assaggiare ad un ragzzino una bella bistecca e poi dargli sempre dei cereali. Voi cerchereste di trovare una bistecca, o no? Se avete paura che il vostro cane mangiando carne cruda attacchi gatti, bamibini o piccolo animali, non c’è niente di cui preoccuparsi. La carne cruda non trasformerà il vostro animale in un maniaco assetato di sangue. Il cane dovrebbe essere in grado di riconoscere i bambini, i gatti e i piccoli animali a) come parte della famiglia e/o b) sotto la protezione del capo branco (cioè voi!). Nella maggior parte dei casi voi avrete una cane calmo e più felice che è un piacere avere in giro per casa – non soltanto perchè non è più iperattivo per tutti i carboidrati e additivi delle crocchette, ma anche perchè il suo alito non puzzerà e il suo pelo sarà più morbido e pulito. Se la gente vi dice che il vostro cane diventerà aggressivo o con il gusto per il sangue, chiedetegli di spiegarvi i soliti pregiudizi. Se voi stessi credete in questi pregiudizi, pensate bene a cosa vogliono dire e se davvero sono sensati. Nella realtà è più probabile che il vostro cane diventi aggressivo e cambi atteggiamento dopo la vaccinazione antirabbica che non diventare un cacciatore assetato di sangue per aver mangiato quella carne cruda che è la sua dieta naturale. Per vedere una piccola serie di foto che aiutano a confutare il legame errato tra carne cruda e aggressività, vi rimando a questo link http://rawfed.com/colbythekiller.html (solo in inglese). Per maggiori informazioni sul problema delle troppe vaccinazioni e sui danni che i vaccini possono fare sul vostro animale, visitate queste pagine http://www.holisticat.com/ (anche se avete un cane, l’articolo http://www.holisticat.com/vaccinations.html è ottimo), http://www.dogsonholiday-uk.com/infvaccinations.html, http://www.naturalrearing.com/coda/index.html di Natural Rearing per l’articolo sull’antirabbica http://naturalrearing.com/coda/a_rabies_the_big_scam.html e http://rawfed.com/vax/vax.html. Un altro eccellente sito da visitare è http://www.truthaboutvaccines.org/. (tutti solo in inglese)

© To Rawfed.com – Tradotto da Valeria

Mito 16: È normale che il cane mangi erba come una capretta VERO/FALSO

Risposta: FALSO. Premessa: cosa intendete voi per “normale”? perchè se normale vuol dire “può succedere a tanti” la risposta è vero, si, può succedere a molti. Se però normale per voi vuol dire “indicatore di buona salute”, la risposta è no non lo è! Ho sentito diverse volte questa bufala su siti barfer e credo nasca dalla confusione fra normale inteso come comune oppure come segno di buona salute. Frasi tipo “durante la primavera quando ci sta lʼerba fresca è normale che ne mangino” ..beh, sono davvero cavolate. Ma che avete a casa, una capra o un cane? In alcuni casi effettivamente possiamo vedere cani mangiare erba senza accusare sintomi di malessere, ma sono sporadici e legati molto ai singoli individui. Se ripetuto, se richiesto con insistenza, se ricercano erba sul terrazzo nei vasi.. no, quello non è “normale”. Sia ben chiaro: se il vostro cane mangia erba non vuol dire necessariamente che abbia una patologia grave, quello no. Anzi, non vuol dire neanche che abbiamo una patologia! Ma da qui a dire che sia normale ce ne passa! Mangiare erba può essere associato a diverse patologie del tratto gastroenterico, dalla banale gastrite a patologie più gravi. La causa più banale? insufficiente apporto di fibre con la dieta. Il vostro amico le cerca da sé perché ha nausea o avverte una sensazione di malessere. Ora, io mi domando, perché non migliorare la dieta in modo da togliere quella sensazione di malessere? Basta poco, che ce vo? Poi, ovvio che se lo fa una volta ogni tanto non succede nulla, non ha nessun significato clinico, ma il comportamento ripetuto a me fa sorgere qualche domanda, per la serie, cosa posso migliorare?

Articolo di Maria Mayer, medico veterinario

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